Liliana Segre
in foto: Liliana Segre

Una standing ovation ha accolto l'arrivo di Liliana Segre al Teatro degli Arcimboldi a Milano dove la senatrice a vita è intervenuta in vista del Giorno del Memoria: ad ascoltarla gli studenti di numerose scuole di Milano che in un rispettoso silenzio che solo Segre riesce a ricreare con la semplicità delle sue parole hanno appreso la testimonianza della senatrice a vita. Alcuni degli studenti presenti hanno preparato puzzle di lettere che insieme componevano le scritte: "Grazie Liliana" e "Scudo all'odio e' l'amore". Un gesto che la senatrice ha accolto con un sorriso facendo più volte con la mano il gesto di inviare ai ragazzi di un bacio.

Liliana Segre: Mi dispiace per chi mi augura la morte ma io amo la vita

"A me dispiace da matti avere 90 anni e sapere che ho pochi anni ancora davanti – ha spiegato nel suo lungo discorso Liliana Segre – anche se gli odiatori ogni giorno mi augurano di morire, mi dispiace tantissimo di dover abbandonare la vita. Perché la mia vita mi piace moltissimo". E così secondo la senatrice fu anche quando da ragazzina si ritrovò nei campi di concentramento di Auschwitz: "Non scegliemmo di attaccarci ai fili elettrificati per scegliere la morte, che sarebbe arrivata in un secondo. Noi scegliemmo la vita scegliemmo la vita, parola importantissima che non va sprecata e non va mai dimenticata nemmeno un minuto". Un appello che ha rivolto in maniera accorata anche ai tantissimi ragazzi presenti al Teatro degli Arcimboldi: "Non bisogna perdere neanche un minuto di questa straordinaria emozione che e' la vita. Perché nel tic-tac che è il tempo che scorre, il tic e' già tac".

Non ho scelto la vendetta ma la pace

E poi la mente è andata al momento in cui come raccontato dalla stessa senatrice ha scelto la pace, ha scelto di essere una donna libera: "Mi ero nutrita di odio e di vendetta. Sognavo la vendetta, quando il mio carceriere buttò la pistola ai miei piedi, io la vidi e pensai ‘Adesso lo uccido' – il racconto di Segre – mi sembrava il giusto finale di quello che avevo sofferto. Fu un attimo irripetibile. Ma capii che non avrei mai potuto uccidere nessuno. Non raccolsi quella pistola, da quel momento sono diventata quella donna libera, quella donna di pace che sono anche adesso". Ha concluso così il suo racconto intimo e silenzioso Liliana Segre, che ha ripercorso gli anni ad Auschwitz e il suo cambiamento di giovane donna: "Siete persone libere, dovete pensare con la vostra testa, non con quella di chi grida più forte", una delle esortazioni rivolte ai giovani dalla Segre, che ha parlato anche dei viaggi della memoria organizzati ogni anno dalle scuole nei campi di concentramento: "Andrebbero fatti con lo spirito giusto, per cercare di partecipare un po', per qualche ora, a quello che e' stato. Si dovrebbe avere un po' fame e un po' freddo. Se deve essere una gita e' meglio stare a casa".

Il ministro dell'Istruzione Azzolina: Non sottovalutare il pericolo dell'odio

Presente all'incontro anche il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, in una delle prime uscite pubbliche nel nuovo ruolo. Dopo aver ringraziato la senatrice a vita per aver voluto ancora una volta raccontare la Shoah e i suoi mesi di prigionia nei campi di concentramento ha invitato tutti a non sottovalutare mai la potenza dell'odio. Rivolta agli studenti che ha definito "la scorta" della senatrice ha detto: "Fate delle parole che ascoltate oggi un faro e una guida. Tornate a casa, elaborate e comportatevi di conseguenza". E poi il riferimento alla comunicazione di oggi, spesso comune tra i giovanissimi: "Il pericolo dell'odio riemerge quando si usa un linguaggio aggressivo anche sui social – ha spiegato la ministra – come ministero lavoreremo per farvi cittadini attivi e consapevoli"