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“Giardino dei giusti”: sei nuovi nomi saranno ricordati a marzo al Monte Stella

Nel parco Monte Stella saranno scoperti a marzo sei nuovi cippi commemorativi dedicati ad altrettante personalità che si sono distinte per aver dedicato la propria vita al prossimo: tra loro il magistrato Rocco Chinnici e gli attivisti siriani Razan Zaitounech e Ghayath Mattar.
A cura di Federica Gullace
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Il "Giardino dei Giusti di tutto il mondo" del parco di Monte Stella a Milano si arricchisce di nuovi nomi. L’Associazione che si occupa del Giardino ha suggerito in prima persona sei personalità, la cui scelta si è ispirata maggiormente alla capacità di intervenire in aiuto di altre persone in difficoltà, in momenti particolarmente tragici della storia contemporanea, ma anche per la loro profonda umanità.

Così, in occasione del centesimo anniversario del Genocidio armeno del 1915, il prossimo 6 marzo avrà luogo la cerimonia ufficiale, nella quale, verranno scoperti i cippi commemorativi e le targhe sugli alberi dedicati a ciascuno di loro.

I sei nuovi "Giusti di tutto il mondo"

Mehmet Gelal Bey

In memoria di tutti i Giusti ottomani, che all’epoca del genocidio armeno rifiutarono di stare dalla parte dei carnefici, soccorrendo le vittime in onore della verità, spesso pagando con la propria vita. La candidatura è stata fortemente sostenuta dal Console Onorario d’Armenia, Pietro Kuciukan, dalla direttrice della Casa Armena di Milano, Marina Mavian e dal presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia, Baykar Sivazliyan.

Francesco De Luca

Il Sottocapo della Guardia Costiera di Lampedusa, Francesco De Luca partecipò con straordinaria abnegazione agli interventi di salvataggio dei migranti in viaggio verso coste italiane dal 2011 al 2014, compreso il soccorso durante la strage del 3 ottobre 2013, in cui 366 migranti persero la vita a pochi metri dalle coste siciliane.

Razan Zaitounech e Ghayath Mattar

Razan e Ghayath resisterono con coraggio alla violenza del regime siriano e al fondamentalismo, opponendo la propaganda pacifica e l’informazione veritiera su quanto tutt’oggi accade nel loro paese, pagando il tutto un prezzo altissimo: l’uno con la vita e l’altra con la prigionia, la clandestinità e il rapimento. La loro candidatura è stata sostenuta tra gli altri da Shadi Hamadi, scrittore e attivista siriano e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Internetional Italia.

Rocco Chinnici

Rocco Chinnici, alto magistrato di Palermo assassinato dalla mafia il 29 luglio del 1983, che per primo intuì l’importanza di agire con una strategia investigativa e un’organizzazione giudiziaria all’altezza della sfida, in modo lucido e organizzato. Costruì il nucleo del primo pool antimafia per seguire le tracce del denaro sporco nei santuari, fino ad allora protetti anche all’estero, e garantì l’assoluta impermeabilità dei magistrati alle pressioni dell’ambiente circostanze, gravemente inquinato dalla mentalità e dalle ingerenze mafiose. E soprattutto, capì l’importanza del coinvolgimento dei giovani nel contrasto alla diffusione di quella mentalità e all’arruolamento nelle cosche, andando di persona a parlare nelle scuole a costo di togliere tempo e dedizione agli impegni familiari, a lui carissimi.

Alganeh Fessaha

Cittadina italiana e milanese di origine eritrea, insignita con l’Ambrogino d’Oro nel 2013, presidente della Ong Gandhi, che da anni si prodiga con disinteresse, spirito umanitario nell’assistenza di profughi e in particolare eritrei, etiopi e sudanesi. A Lampedusa lo scorso anno assistì e soccorse i profughi salvati dal naufragio e in Nord Africa e Medio Oriente salvò altre centinaia di vite dal traffico di esseri umani.

Rizzo: "Esempi che ci aiutano a riflettere"

Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale, ha dichiarato entusiasta: "Questi nuovi Giusti testimoniamo l’impegno fondamentale di uomini e donne che con coraggio hanno lottato e lottano ogni giorno contro la mafia e a favore dei migranti mettendo le loro vite al servizio degli altri, anche a rischio della propria incolumità. È altrettanto importante che alcuni di loro siano di origine islamica, una scelta che abbiamo sostenuto con grande convinzione. Tutte queste persone sono esempi che ci aiutano a riflettere sulle reali emergenze che dobbiamo affrontare e su quali sono i veri valori da tutelare e rispettare". Oltre a Rizzo, anche Gabriele Nissim, presidente Gariwo, la foresta dei giusti, ha aggiunto: "Sono molto contento che il Comitato dei Garanti dell’Associazione Giardino dei Giusti di Milano abbia accolto tutte le candidature avanzate da Gariwo. In particolare in questo momento di grande tensione in seguito all’attacco in Francia ai simboli dei valori europei, voglio sottolineare che tra queste figure, che saranno onorate il prossimo 6 marzo al Giardino del Monte Stella per la Giornata europea dei Giusti, ci sono due giovani attivisti siriani che non hanno esitato a mettere a rischio la propria vita per difendere quegli stessi valori contro ogni forma di dittatura e di fondamentalismo".

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