Cavalli in corsa (Archivio Getty images)
in foto: Cavalli in corsa (Archivio Getty images)

Ha puntato per settimane sulle corse dei cavalli, arrivando a perdere fino a oltre 3000 euro. Il protagonista di una storia che evidenzia tutti i problemi della ludopatia è un ragazzino di soli 16 anni, al quale, per legge, non doveva essere consentito di scommettere. E difatti la vicenda, accaduta a Garlasco, in provincia di Pavia, è finita con la chiusura per un mese disposta per il centro scommesse che ha lasciato che il giovanissimo giocatore potesse continuare a puntare per giorni, senza alcun tipo di controllo sulla sua età.

I gestori della sala scommesse facevano credito al ragazzino

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tra il giovane scommettitore e il personale del centro scommesse si era instaurato un rapporto di fiducia: i gestori della sala, che non avevano mai controllato i documenti del ragazzo, avevano iniziato a fargli credito dopo che il giovane aveva iniziato a perdere i primi soldi. Le cifre si erano fatte via via sempre più importanti, in quanto il giovane si era lasciato prendere da quella "febbre del gioco" che è una vera e propria malattina. I carabinieri durante un controllo si sono imbattuti nel giovane frequentatore della struttura, dove si trovano slot machine ed è possibile scommettere su eventi sportivi, e hanno deciso di approfondire la vicenda, scoprendo che non solo al ragazzo era stato consentito di scommettere, ma che lo stesso aveva perso la somma considerevole. Per i gestori della sala scommesse, oltre alla chiusura per un mese disposta su indicazione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, è così scattata anche una multa salata, pari a 20mila euro.