Precedenti penali per lesioni, minacce e percosse, un'azienda a Paderno Dugnano e una società immobiliare a Lussemburgo, una sorta di forziere dei beni di famiglia. Gianni Santucci per il "Corriere della sera" ha tracciato il ritratto dell'uomo di 59 anni che, sabato scorso, ha aggredito il papà di un ragazzino disabile che voleva solo tirare giù dal bagagliaio la sedia a rotelle del figlio. Una manovra resa impossibile dalla Ferrari del 59enne, parcheggiata (senza alcun permesso) a cavallo di due posti per disabili in via Montenapoleone.

È stato il ragazzino, appassionato di Ferrari, ad aiutare i poliziotti.

"Me ne frego di te e della polizia. La vostra è tutta invidia", ha urlato l'uomo, prima di mettere le mani in faccia al papà del bimbo disabile e allontanarsi a bordo della fuoriserie del Cavallino, una Ferrari Ff coupè blu da oltre duecentomila euro. Proprio il ragazzino, che ha assistito terrorizzato alla scena, grazie alla sua passione per la Rossa ha aiutato gli investigatori della squadra volanti a rintracciare il proprietario dell'auto. Si tratta di un imprenditore milanese, con residenza a Lugano e una serie di precedenti per diversi reati.

L'uomo ha diverse società tra il Lussemburgo e altri paradisi fiscali.

Il Corriere ha tracciato, grazie ad alcune banche dati consultabili gratuitamente, la storia imprenditoriale del 59enne. Fatta di una società immobiliare con sede a Lussemburgo che gestisce un condominio in zona Dergano e un capannone industriale a Paderno Dugnano, dove si trova un'azienda di cui il 59enne è amministratore delegato e che progetta ponti e tunnel in giro per il mondo. Internazionali sono anche le diramazioni di altre società in cui appare il nome dell'imprenditore o quello dei suoi figli: una rete che porta fino ai famosi "Panama papers", l'elenco delle società off-shore con sedi nei cosiddetti paradisi fiscali, in cui appare anche il nome dell'imprenditore.

Oltre alla sua storia imprenditoriale, il 59enne ha alle spalle diversi guai con la giustizia: ha precedenti per lesioni personali, minacce, percosse e oltraggio a pubblico ufficiale e, almeno in Italia, gli sono stati revocati il porto d'armi e la patente. Sia chiaro: i precedenti e il fatto che l'uomo sia benestante non c'entrano nulla con l'episodio in sé, da censurare e punire in ogni caso. Cosa che, si spera, avverrà nel più breve tempo possibile.