Cominciata da 24 ore la fase 2 dell'emergenza Coronavirus, la prefettura di Milano tira le somme di una fase 1 che ha visto impiegato un ampio numero di agenti delle forze dell'ordine sul territorio per il controllo dei cittadini che sino a domenica 3 maggio si sono recati fuori dal proprio domicilio. Il lavoro di monitoraggio era iniziato lo scorso 9 marzo, a seguito del primo decreto governativo che voleva la Lombardia prima zona rossa d'Italia, limitandone lo svolgere normale della vita.

Nella città metropolitana di Milano 19.788 sanzioni su 593.548 controlli

Dalla chiusura delle attività commerciali, graduale, alla quarantena imposta ai cittadini, la vita di lombardi e milanesi era stata stravolta in poco tempo. Da allora, in tutta la città metropolitana di Milano, polizia e carabinieri, con l'ausilio di guardia di finanza e polizia locale, hanno effettuato un totale di 593.548 controlli nei confronti di individui trovati lontani dalla propria abitazione e 231.359 controlli in esercizi commerciali. I risultati, però, confermano quanto sostenuto sinora da Beppe Sala, sindaco del capoluogo di regione: a Milano e provincia, solo 19.788 persone non hanno saputo giustificare la loro lontananza da casa con motivazioni valide (lavoro, motivi di salute e, inizialmente, ritorno al proprio domicilio) mentre le irregolarità negli esercizi commerciali ammontano ad appena 655 unità. Ciò significa che solo il 3 per cento delle persone controllate, e 3 esercizi ogni 1.000, sono stati sanzionati. Questi dati certificano il senso di consapevolezza e responsabilità dei cittadini che per la stragrande maggioranza ha rispettato il diktat del governo, limitando gli spostamenti ai soli necessari ed evitando quindi la diffusione del contagio da Covid-19. I controlli continueranno anche durante la fase 2 e, nonostante i cittadini siano più liberi di spostarsi all'interno del territorio regionale, per il momento non si sono registrati grandi afflussi di individui all'esterno delle proprie abitazioni.