Un'operazione coordinata dalla procura di Como ha portato a un'ordinanza di custodia cautelare per 34 persone tra la Lombardia e la Calabria. Ancora una volta le due regioni, già unite tra loro nell'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che ieri ha portato a 11 arresti, risultano legate dal filo rosso del malaffare e dell'illegalità. In questo caso le accuse contestate agli indagati, per lo più cittadini italiani, riguardano reati tributari e fiscali, estorsione e utilizzo indebito di carte di credito. Ci sarebbe anche un legame con la ‘ndrangheta: tra gli indagati, infatti vi sarebbe anche un commercialista ritenuto legato alla cosca dei Piromalli. L'inchiesta è stata condotta dagli agenti della squadra mobile di Milano e dai militari della guardia di finanza di Como e Olgiate Comasco e ha permesso di scoprire un sistema di finte cooperative operanti per lo più nel settore delle pulizie, che erano lo schermo per un vasto giro di fatture false. Tale sistema consentiva agli indagati di ottenere elevati guadagni illeciti. Nell'ambito dell'operazione scattata all'alba di oggi, martedì 8 ottobre, sono stati sequestrati alcuni beni riconducibili alle persone coinvolte nell'inchiesta, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro.