Fabrizio Corona, pena dimezzata in appello: 6 mesi. “Dedico questa vittoria a mio figlio”

Si era detto fiducioso e aveva ragione: la corte d'appello di Milano ha ridotto la condanna inflitta in primo grado a Fabrizio Corona per la vicenda dei 2,6 milioni di euro che aveva nascosto al Fisco. Da un anno di reclusione (con sentenza emessa a giugno 2017), la condanna è passata a sei mesi. Sconfitta nuovamente la procura, che aveva chiesto una condanna a due anni e nove mesi ma neanche in questo caso è riuscita a far condannare Corona per il reato più grave che gli era imputato, e cioè l'intestazione fittizia di beni. Il 44enne catanese ha accolto la sentenza esultando con pugni chiusi, pacche sulle spalle e abbracci con i suoi avvocati, lo storico legale Ivano Chiesa e Luca Sirotti. Poi, fuori dall'aula, ha dedicato la sentenza, per lui una vittoria, al figlio sedicenne Carlos, che lo aveva accompagnato stamattina in tribunale ma non è potuto entrare in aula perché minorenne: "In totale ho fatto tre anni di galera per questa storia – ha detto l'ex re dei paparazzi ai cronisti – e oggi mi assolvono per i contanti, mi hanno dato del mafioso, ma ora dedico questa vittoria a mio figlio".
La vicenda: i milioni di euro nel controsoffitto
La vicenda che potrebbe essersi conclusa definitivamente oggi è ben nota: riguarda i soldi che vennero trovati nel controsoffitto dell'abitazione di una collaboratrice di Corona e in una banca austriaca, che erano i compensi in nero dell'attività dell'ex re dei paparazzi come testimonial e ospite di locali e discoteche. La scoperta di questi soldi, nell'ottobre 2016, aveva fatto tornare dietro le sbarre Corona, che in quel periodo era sottoposto a uno speciale regime alternativo al carcere. La procura aveva fin da subito sospettato che i soldi provenissero da attività illegali e aveva contestato l'intestazione fittizia di beni. Dopo che la sentenza di primo grado l'aveva escluso, aveva presentato appello: anche in questa circostanza però Corona non è stato riconosciuto colpevole del grave reato. Buona parte dei soldi, che erano stati sequestrati, sono stati restituiti a Corona, a cui però è stato confiscato il costoso appartamento in via De Cristoforis (zona corso Como) a Milano.
In tribunale col figlio Carlos
Corona era arrivato questa mattina in tribunale col figlio sedicenne Carlos, nato durante il matrimonio con Nina Moric. L'ex agente dei fotografi aveva subito presentato le scuse al sostituto procuratore generale Maria Pia Gualtieri per averla insultata fuori dall'aula nella precedente udienza: "Non ha capito un c….", aveva detto l'ex "re dei paparazzi" dopo che il magistrato aveva chiesto per lui una condanna a due anni e nove mesi: "Chiedo scusa alla Corte e al pg, erano parole di rabbia anche perché mi sono fatto la galera per questa vicenda, ora sono molto più sereno", ha detto Corona, che ai cronisti aveva spiegato che non avrebbe reso dichiarazioni spontanee: "C'è mio figlio e voglio rispettare la legge – aveva detto, aggiungendo – L'ultima volta quando ho fatto dichiarazioni spontanee ho fatto dei casini immani perché poi non riesco sempre bene a controllarmi".
La reazione su Instagram
Pochi minuti dopo il pronunciamento dei giudici Corona ha pubblicato il video della sentenza sul proprio profilo Instagram, ormai il canale sul quale comunica tutti gli aspetti della sua vita. Qui ha anche scritto un commento più esteso, che riprende (in maniera più colorita) quanto aveva già detto ai cronisti: "Mi hanno arrestato. Mi hanno dato del mafioso, Mi hanno fatto fare ALTRI e ULTERIORI 18 mesi di galera, Mi hanno arrestato come il peggiore dei criminali davanti a mio figlio, Mi hanno revocato l’affidamento e Mi avevano promesso in modo arrogante 5 anni di galera!!!!!Sti cazzi ORA e SEMPRE COMBATTI PER I TUOI DIRITTI cazzo!!!".