Il duomo di Cremona e il campanile del Torrazzo
in foto: Il duomo di Cremona e il campanile del Torrazzo

Il prossimo 26 maggio a Cremona si terranno le elezioni comunali, in concomitanza con le Europee. Il sindaco uscente Gianluca Galimberti, di centrosinistra, ha confermato da tempo la sua ricandidatura per un secondo mandato. Contro di lui corrono sei sfidanti: Carlo Malvezzi per il centrodestra, Luca Nolli del Movimento 5 Stelle, Francesca Berardi per la lista Cremona cambia Musica, Ferruccio Giovetti per La Cura di Cremona, Alberto Madoglio di Alternativa Comunista e Diego Ratti per CasaPound. In totale sono 15 le liste tra cui i cittadini cremonesi potranno scegliere i 32 consiglieri per il quinquennio 2019-2024.

Chi sono i candidati alle amministrative di Cremona

Punta alla rielezione il primo cittadino uscente, Gianluca Galimberti, 50 anni, docente universitario, sostenuto da Partito Democratico, Fare Nuova la Città, Sinistra per Cremona, Cremona si Può, #Cittadini per Passione, Cremona Attiva. Il suo programma in dodici punti mette al primo posto lavoro e innovazione, ambiente e salute, giovani, sicurezza e attenzione alle fragilità.

La sinistra si è però divisa, e in campo ci sono anche la lista Cremona Cambia Musica, che ha scelto come candidata Francesca Berardi, e Alternativa Comunista che sostiene Alberto Madoglio. La coalizione di centrodestra si presenta invece compatta e, stando ai sondaggi, ha buone possibilità di vittoria, se non altro in vista di un ballottaggio. Carlo Malvezzi, 55 anni, ex consigliere regionale del Popolo delle Libertà, si è garantito l'appoggio di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Cremona.

Il Movimento 5 Stelle, che potrebbe essere l'ago della bilancia nella sfida, ha scelto Luca Nolli, 49 anni, di professione responsabile di sistemi informatici. Il candidato pentastellato ha indicato tra le sue priorità ambiente e salute, pari opportunità e diritti civili, la trasparenza della pubblica amministrazione. Nolli ha già chiarito la posizione del Movimento in caso di ballotaggio: "L’apparentamento al secondo turno è una presa in giro per i cittadini, dal mio punto di vista è un obbrobrio", ha detto presentando la sua candidatura.

In corsa anche Ferruccio Giovetti, con la lista civica di area centrodestra La Cura di Cremona, vicina al movimento Lombardia Ideale del governatore Attilio Fontana. Diego Ratti, storico militante dell'estrema destra ed ex segretario cittadino del Movimento sociale italiano, è il candidato sindaco di CasaPound. Il suo obiettivo, ha spiegato, è entrare in consiglio comunale e portare un programma "basato sulla sicurezza, la lotta al degrado e il rilancio culturale".

Come si vota alle elezioni comunali a Cremona

Si vota nella giornata di domenica 26 maggio dalle 7 alle 23. Cremona è un comune con più di 15mila abitanti, quindi la legge elettorale prevede la possibilità di un ballottaggio se al primo turno nessun candidato raggiunge la maggioranza assoluta dei voti. L'eventuale secondo turno si terrà domenica 9 giugno.

Per le comunali di Cremona ogni elettore potrà esprimere la propria scelta sul nome del candidato sindaco o su una lista a lui collegata, è consentito il voto disgiunto. Si possono indicare due preferenze per i consiglieri comunali, nel rispetto della parità di genere (un uomo e una donna).

Il sistema adottato per le elezioni è maggioritario per la scelta dei sindaco e proporzionale per l'elezione dei consiglieri. Alle liste che supportano il candidato vincente viene assegnato il 60% dei seggi, mentre quelli restanti verranno divisi fra gli altri partiti in modo proporzionale. Per essere eletti è necessario superare la soglia di sbarramento del 3%.

Come è andata alle comunali del 2014

Alle ultime elezioni comunali, svoltesi nel 2014, Gianluca Galimberti ottenne la fascia tricolore di Cremona vincendo contro lo sfidante Oreste Perri, che era il sindaco di centrodestra uscente. Galimberti ottenne il 56,31 per cento delle preferenze al ballottaggio, dopo aver chiuso il primo turno con il 45,8 per cento, ampiamente davanti a Perri (33,31 per cento). Lontani Alessandro Zagni (Lega), all'8,47 per cento, e Lucia Lanfredi (M5S) che si fermò al 6,14 per cento.