Nel 2017 erano state annullate per il mancato raggiungimento del quorum. Nel 2018, invece, le elezioni non si tennero proprio: non venne presentata alcuna lista. Quest'anno però il Comune di Rodero, in provincia di Como, vedrà sfidarsi per la carica di sindaco due candidati, e perfino "speciali": si tratta infatti dei fratelli Giacomo e Giuseppe Morelli. Chiariamo subito, però: non si tratta in realtà di una sfida fratricida vera e propria, quanto di un escamotage per consentire che il paese di 1300 abitanti abbia finalmente un sindaco, dopo quasi due anni passati con un commissario prefettizio alla guida del Comune.

A segnalare la curiosa vicenda è stata la testata "Repubblica", che spiega come la situazione di Rodero sia in realtà simile a quella di altri comuni piccoli. A Rodero infatti, come risulta dal documento ufficiale sulle amministrative del 26 maggio 2019 pubblicato sul portale Eligendo del Ministero dell'Interno, gli elettori sono in numero superiore a quello delle persone residenti: 1.318 contro 1.210. E questo perché nelle liste elettorali sono iscritti anche molti cittadini che vivono all'estero, circa 300. Persone che alle elezioni non tornano però a Rodero a votare e incidono dunque negativamente sul quorum da raggiungere in presenza di una sola lista, pari al 50 per cento più uno degli elettori.

La seconda lista è solo d'appoggio

Il prossimo 26 maggio avrebbero dovuto sfidarsi due candidati sindaci, Giacomo Morelli e l'ultimo sindaco del paese prima del commissariamento, ma quest'ultimo si è poi tirato indietro. Da qui l'idea di presentare una seconda lista con a capo il fratello di Giacomo Morelli, Giuseppe: una lista-fantoccio, dichiaratamente d'appoggio (prassi consolidata in casi come questi) che consentirà agli abitanti di Rodero di eleggere il sindaco anche con la preferenza di un solo votante, secondo il sistema elettorale in vigore nei comuni con meno di 15mila abitanti (maggioritario a turno unico, vince chi prende più voti rispetto agli avversari con ballottaggio previsto solo in caso di ex aequo).