È morto questa mattina, lunedì 8 aprile, il procuratore della Repubblica di Bergamo Walter Mapelli. Il magistrato, 60 anni, era malato da tempo: combatteva contro un cancro che non gli aveva impedito però di occuparsi del suo ufficio fino a circa un mese fa, quando la malattia gli aveva reso impossibile recarsi al lavoro. Mapelli era nato a Monza e lascia una moglie e due figli. Il suo ingresso in magistratura risale al 1985: due anni dopo si era insediato come sostituto procuratore a Monza, incarico che aveva ricoperto fino al 2016 attraversando periodi turbolenti della storia d'Italia come Tangentopoli e occupandosi di inchieste importanti come quella sul presunto "sistema Sesto" che aveva coinvolto l'ex presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, poi assolto dalle accuse di corruzione e finanziamento illecito.

La nomina a capo della procura di Bergamo nel 2016

A giugno del 2016 era stato trasferito a Bergamo dove era stato nominato procuratore della Repubblica: è stato il suo primo incarico direttivo, svolto con abnegazione e senso del dovere notevoli, testimoniati anche dal fatto che al momento del suo insediamento (ad agosto dello stesso anno) aveva rinunciato alle sue ferie per occuparsi delle tante cose da fare nella sua stanza al secondo piano del palazzo di piazza Dante. La malattia, che lo ha colpito e che non ha mai voluto celare, nell'ultimo periodo lo aveva indebolito nel fisico, ma non nello spirito di servizio che lo ha sempre contraddistinto. La notizia della sua scomparsa è stata appresa con sconforto da tutto il mondo giudiziario lombardo, in particolare al tribunale di Bergamo che lo ha visto protagonista negli ultimi anni.