Non avevano paura di raccontare quanto accaduto la notte dello scorso 8 agosto, quando avrebbero violentato due diciassettenni su un spiaggia del lago di Como, dopo essere usciti da un locale di Maneggio. Tanta che non si sarebbero fatti problemi a raccontare al bar le loro gesta, raccontando però una notte di alcol e sesso di gruppo, non uno stupro ai danni di due minorenni. I tre ventenni arrestati sono Nicholas Pedrotti, barista, e due cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia e impiegati come lavoratori stagionali nelle strutture ricettive della zona. Gli inquirenti sono sulle tracce di una quarta persona, momentaneamente fuggita all'estero.

Ora i tre giovani arrestati si trovano detenuti nel carcere di Bassone di Como, in attesa dell'udienza di convalida o meno della carcerazione cautelare. La linea di difesa adottata al momento sarebbe quella di un rapporto consenziente tra le due minori e i quattro ragazzi più grandi. Una linea ribadita dal legale di Pedrotti, che nega che il suo assistito volesse fuggire all'estero. "Quanto è accaduto giovedì non è stata affatto una sorpresa, dieci giorni fa i carabinieri avevano effettuato una perquisizione a casa sua e lui si era mostrato totalmente collaborativo. – ha dichiarato al quotidiano il Giorno l'avvocato Francesco Romualdi – In quell’occasione lui aveva spiegato la sua versione dei fatti, fornendo tutte le risposte. La sua disponibilità in quell’occasione e la tranquillità dimostrano l’insussistenza di un pericolo di fuga".