"Diventare genitore è una responsabilità per la vita". Così recita ancora lo slogan sul sito della CryoSave. Proprio quella responsabilità ha spinto migliaia di genitori a dar fiducia alla prima compagnia in Europa per la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale, con oltre 330.000 campioni conservati. La pubblicità prometteva di conservare le cellule staminali per almeno vent'anni, ma la società ora è fallita e non si sa che fine abbiano fatto le cellule.

Fallisce la società che conservava le cellule staminali dei figli. I genitori: "Dove sono finite?"

"La salute di nostro figlio per noi ha un valore inestimabile, ed è per questo che la decisione di conservare le cellule staminali è stata perseguita con entusiasmo", ha denunciato Elisa Rocca a Fanpage. Come moltissime famiglie in tutta Europa, anche quella di Elisa ha investito fino a 2500 euro per il futuro dei propri figli. "Da contratto avrebbe dovuto per almeno vent'anni prendersi cura di una così importante possibilità", racconta la mamma bresciana, senza nascondere la rabbia. "Peccato che a soli tre anni e mezzo dalla conferma del buon esito della procedura, scopro per caso che la società CryoSave sta fallendo, chiudendo una dopo l’altra le sedi nazionali sparse in Europa".

CryoSave si presenta(va) come "la più grande banca europea di cellule staminali allogeniche e autologhe autorizzata per i trapianti dall'Agenzia nazionale svizzera per i prodotti terapeutici" e come ente autorizzato "per la raccolta, l'analisi, l'elaborazione e la conservazione delle cellule staminali dal sangue del cordone ombelicale e tessuto cordonale" con "oltre 330.000 campioni conservati".

CryoSave prometteva di conservare le staminali del cordone ombelicale per vent'anni

Il caso di Elisa non è unico. Sono moltissime le famiglie che in questi giorni si stanno rivolgendo ad avvocati per capire come procedere per garantire i propri diritti. Molti i genitori lombardi, ma ci sono anche coppie campane, laziali, siciliane, pugliesi. Su Facebook è nato un gruppo dedicato con oltre ottocento iscritti. Chi si trova ad affrontare questa situazione non può fare a meno di porsi delle domande. "Oltre alla preoccupazione per quello che sarà l’effettivo destino delle cellule staminali di nostro figlio, di quella possibilità che nel malaugurato caso di necessità potrebbe riaccendere le speranze, c’è lo sconforto ed il sospetto di essere stati truffati", sottolinea Elisa.

"Subito vengono alla memoria il pressing che Cryosave fece per passare da un pagamento rateale alla liquidazione dell’intero importo a fronte di uno sconto, poi il tentativo di addebito automatico di un secondo saldo, la richiesta di ulteriori importi per prolungare il periodo di conservazione ed infine la richiesta immotivata di un migliaio di euro come ultima inesistente rata – ricorda Elisa -. Nel frattempo la comunicazione sospetta di Cryosave dello spostamento delle staminali presso una società terza a noi sconosciuta". Ora per i genitori coinvolti in questa brutta storia non resta altro da fare che rivolgersi ai propri avvocati. E non è escluso che venga avviata una class action.