Ancora uno scontro tra il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro degli Interni Matteo Salvini. Questa volta al centro della querelle c'è il decreto anti degrado urbano fortemente voluto dal vicepremier e appena varato dal governo che il primo cittadino ha commentato come "inutile e autolesionista". Secondo quanto previsto dalla nuova direttiva, nell'ambito della gestione delle cosiddette zone rosse dei comuni, ovvero aree vietate a determinati soggetti, sarà dato maggiore potere ai prefetti: nello specifico, qualora i sindaci, "con proprio regolamento", non riescano a raggiungere l'obiettivo della sicurezza urbana, allora sono chiamati a intervenire i prefetti. Una decisione che ha scatenato la reazione non solo dell'Anci, ma di diversi sindaci, compreso, appunto Beppe Sala.

Sala: vorrei sapere se l’arroganza salviniana avrà o meno un limite

Con un breve e diretto post su Facebook, il sindaco ha spiegato che "oggi Sindaci e Prefetti, come avviene per esempio a Milano, collaborano già benissimo senza bisogno di indicazioni dall’alto". Per poi proseguire: "Distratto (come definisce un Sindaco che non fa quello che vuole lui) è un aggettivo fuori luogo. Gli consiglierei di chiedere scusa a tutti i primi cittadini che ogni giorno ci mettono la faccia per il bene della comunità". Parole alle quali segue un vero e proprio attacco al quale resta da capire se risponderà o meno Salvini con cui è in corso negli ultimi mesi un vero e proprio testa e testa: "Quello che mi incuriosisce è capire se l’arroganza salviniana avrà o meno un limite".