La diffusione del coronavirus tra le province di Lodi e Milano in una mappa che mostra come il contagio abbia iniziato a serpeggiare nel mese di gennaio, per poi esplodere nella zona di Codogno alla fine di febbraio e quindi muoversi verso la metropoli. L'animazione grafica realizzata da Ats Città Metropolitana di Milano (che comprende anche il territorio lodigiano), condivisa dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, mette in luce i risultati dell'analisi epidemiologica condotta nelle scorse settimane per ricostruire con precisione il movimento della pandemia.

Mappa di Ats Milano racconta la diffusione del coronavirus da gennaio

La mappa individua, in base al codice postare di residenza dei pazienti risultati positivi e alla data di comparsa dei sintomi, i primi segnali di diffusione del contagio. Il colore indica la concentrazione di malati. Dal giallo tenue per un basso numero di casi al rosso scuro per le aree più colpite. Tutto inizia un mese prima del primo caso "ufficiale", quello del paziente uno di Codogno. I primi comuni "si accendono" a metà gennaio nell'hintlerand milanese.

La diffusione del virus dalla fine di febbraio all’inizio di maggio nella ricostruzione dell’Ats di Milano
in foto: La diffusione del virus dalla fine di febbraio all’inizio di maggio nella ricostruzione dell’Ats di Milano

Boom del contagio, già il 17 febbraio comuni "rossi"

Ma già tra il 16 e il 17 febbraio, una settimana prima dell'avvio ufficiale dell'emergenza, nel Lodigiano compare il colore rosso che indica una diffusione alta del virus. Da quel momento il time lapse mostra il contagio allargarsi a macchia d'olio. Ai primi di marzo una quindicina di città della provincia di Lodi sono tinte di rosso scuro. Un mese più tardi l'intera provincia e tutto l'hinterland a sud di Milano sono invasi. All'inizio di maggio anche molti comuni della fascia a nord della metropoli hanno un numero elevato di infettati.