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È stato approvato a scrutinio segreto con 34 sì, 32 no e 1 astenuto, il documento del Consiglio regionale della Lombardia sull'utilizzo dei richiedenti asilo nella manutenzione del verde pubblico. La mozione, firmata da sette consiglieri regionali della Lega, prevede tra i punti principali, l'impegno a premiare quei comuni che non facciano ricorso a migranti, ma a manutentori professionisti per la gestione del verde pubblico, meglio ancora se lombardi. Cosa che potrebbe tra gli altri trovare intoppi negli eventuali ricorsi al Tar. "Ritengo che il settore florovivaistico del nostro territorio debba essere difeso e incentivato – ha dichiarato Federica Epis, prima firmataria della mozione – attraverso buone pratiche amministrative che investano sulle imprese e sulle professionalità locali, non su persone che sono arrivate qui illegalmente". Secondo i consiglieri, firmatari, della giunta leghista guidata da Attilio Fontana, "molti lombardi sono in cerca di lavoro anche saltuario per mantenere se stessi e le proprie famiglie, ed è giusto dare loro la possibilità in più". "La valorizzazione del verde pubblico – si legge nel testo – necessita di professionalità e competenze che non possono essere garantite con l’impiego di persone che non hanno né esperienza né formazione”. Roberto Anelli, capogruppo della Lega in consiglio regionale, ha sottolineato un altro punto fondamentale della mozione che prevede che ai richiedenti asilo siano affidate soltanto mansioni marginali nella cura del verde in modo da tutelare, in primis, chi ha le competenze per operare nel settore e ha investito tempo e risorse in formazione per poter lavorare ma anche gli stessi richiedenti asilo, che devono avere qualifiche professionali, ma anche coperture assicurative e previdenziali e, infine, evitare eventuali danni a terzi.

Una mozione che divide la Lega e non trova l'appoggio dell'opposizione

Una mozione però che non ha messo tutti d'accordo, come Viviana Beccalossi, consigliere del Gruppo Misto, ha definito incoerente la proposta dei colleghi della Lega: "Mi trovo in difficoltà perché molte volte ho condiviso i pareri di chi criticava il ciondolare di chi è in attesa dell'approvazione della richiesta d'asilo e ho invece condiviso il fatto che queste persone vengano usate per fare del bene". Una spaccatura sottolineata dal consigliere del Pd, Pietro Bussolati: il documento "ha spaccato la maggioranza ed è passata per un soffio, ma rimarrà una pagina nera del Consiglio regionale. La mozione voluta dalla Lega per fare la faccia feroce contro i migranti colpisce i sindaci e rende più difficile il lavoro del volontariato e della cittadinanza attiva". E il consigliere del M5s, Dario Violi, attacca duramente: "È una mozione assolutamente inutile che non cambia la vita ai lombardi, non tutela le imprese e rischia di fare uno sgambetto al volontariato. I florovivaisti hanno confermato che non subiscono la concorrenza di lavoretti volontari che mai si sostituiscono agli appalti sul verde pubblico".