Emergono nuovi particolari nell'inchiesta che ha portato all'arresto di sette giovanissimi accusati di violenze e risse nelle vie di Cremona, trasformate in una sorta di "fight club". La gang – in totale gli indagati sono 25 – avrebbe infatti tenuto sotto scacco un'intera classe di un istituto tecnico della città lombarda. Uno degli indagati, un 15enne (che si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di tentata estorsione aggravata assieme ad altri due minori), ad aprile infatti inventò la sparizione di 100 euro dal suo zaino per obbligare i compagni di classe a organizzare una colletta. E per minacciare quelli che non volevano pagare avrebbe detto che i soldi spariti non erano suoi, ma di suoi amici "cattivi": "È meglio che me li ridiate".

In realtà alcuni compagni di classe del 15enne si rifiutarono di pagare e riferirono tutto ai genitori e ai professori, facendo così partire l'inchiesta che ha portato alle misure cautelari eseguite venerdì dai carabinieri di Cremona, guidati dal maggiore Rocco Papaleo. Lungo l'elenco di reati contestati a vario titolo ai membri della gang: danneggiamento, vandalismo, atti persecutori, risse, lesioni e spaccio di sostanze stupefacenti. E anche rapina aggravata: questo reato, risalente al 19 aprile ai danni di uno studente 19enne aggredito fuori da una discoteca, ha fatto finire in carcere altri quattro giovanissimi componenti del branco, tutti di età compresa tra 18 e 17 anni.

I giudici: Ragazzi senza limiti, istinti di sopraffazione sui più deboli

L'inchiesta, per la presenza di maggiorenni e minorenni, è stata suddivisa tra la procura dei minori di Brescia e quella presso il tribunale ordinario di Cremona. Entrambi i giudici per le indagini preliminari che hanno firmato l'ordinanza nei confronti dei sette arrestati hanno ritenuto le misure cautelari indispensabili per "l’elevatissimo rischio di recidiva", che si può desumere secondo i giudici dagli "istinti di sopraffazione" che gli indagati mostravano verso i soggetti deboli, un comportamento tipico del bullismo. I componenti del branco secondo gli inquirenti sono "ragazzi che non hanno avuto limiti": hanno trasformato le vie della città in ring, seminando "grave allarme sociale" in tutta la città. I giovani organizzavano risse e pestaggi sull'account Instagram Cremona dissing (un termine mutuato dal linguaggio del rap, dove i dissing sono discussioni verbali e sfottò tra rapper), dove venivano poi pubblicati i video delle violenze. Compiute per divertirsi e per combattere la noia.