Diversi episodi di corruzione e appalti truccati sono al centro di un'inchiesta della procura di Milano, coordinata dal pubblico ministero Luca Poniz, che ha portato a dieci ordinanze cautelari. Nell'indagine sono coinvolti imprenditori, alcuni dipendenti comunali e due dipendenti dell'Humanitas di Rozzano: il gruppo ospedaliero risulta indagato per via della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, anche se in una nota si è detto "sorpreso" per l'inchiesta e ha dichiarato di aver sempre agito "Con correttezza e trasparenza", esprimendo fiducia nell'operato della magistratura. Una delle vicende al centro dell'inchiesta del pm Poniz sarebbe la costruzione di un polo sanitario e universitario dell'Humanitas a Pieve Emanuele, comune in provincia di Milano. Alcuni degli indagati si sarebbero messi d'accordo tra loro per effettuare meno lavori di urbanizzazione di quelli pattuiti (per complessivi 3,2 milioni di euro), ottenendo così cospicui guadagni illeciti. A chiudere un occhio su questa condotta sarebbe stato un dipendente del comune di Pieve Emanuele, che in cambio avrebbe ottenuto un incarico per il figlio della compagna all'Humanitas e la promessa di altri favori.

Uno degli indagati è ai domiciliari

Proprio il dipendente comunale in questione, in passato responsabile del servizio edilizia e urbanistica di un altro comune milanese, quello di Basiglio, è l'unico finito ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta, che vede complessivamente 32 indagati e punta a fare luce su nove gare d'appalto che sarebbero state truccate, del valore complessivo di oltre 8,6 milioni di euro. Un altro degli indagati, anche lui dipendente del Comune di Pieve Emanuele, è stato sospeso per sei mesi dai pubblici uffici: per otto degli indagati è stato invece disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.