(Foto: Guardia di Finanza)
in foto: (Foto: Guardia di Finanza)

Continua lo sciacallaggio intorno alla vendita di mascherine e dispositivi di protezione individuale di chi cerca di lucrare sulle difficoltà delle persone in cerca di un sistema di protezione durante l'emergenza Coronavirus che sta colpendo l'Italia. Peggio è quando tali atti provengono da luoghi e persone che, al contrario, dovrebbero tutelare la salute dei cittadini senza marciarci sopra, come le farmacie.

Prezzi maggiorati del 400, 635 e 2000 per cento

Come comunicato, la guardia di finanza di Mantova ha denunciato i titolari di due farmacie e il titolare di un negozio di prodotti per ufficio, un imprenditore, per aver messo in vendita mascherine chirurgiche con una maggiorazione del prezzo che hanno posto un ricarico rispettivamente del 400, 635 e 2000 per cento. Nelle tre differenti denunce, le fiamme gialle hanno acclarato che il ricarico applicato era molto più alto di quanto solitamente fatto dalle tre attività. Se infatti nelle due farmacie dell'Alto Mantovano i prodotti da banco (come sono ritenute anche le mascherine in questione) hanno un ricarico medio del 130 per cento, è stato impossibile giustificare percentuali alte come quella del 400 per cento e del 635 per cento. In questi due esercizi, le mascherine erano vendute a 2.5 euro l'una a fronte di una spesa d'acquisto di appena 35 centesimi. Stesso discorso per l'imprenditore che nel suo negozio per articoli da ufficio nel Basso Mantovano metteva in vendita le mascherine con un ricarico del 2000 per cento, facendole dunque pagare 9 euro. I tre titolari delle diverse attività ora rischiano un periodo di detenzione che fa va dai 6 mesi ai 3 anni e una multa da 516 euro a 25.822 euro.