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Beppe Sala torna a parlare delle incertezze dei primi giorni messe in opera da lui come da altri amministratori delle città e i rispettivi cittadini per fronteggiare l'emergenza Coronavirus: "Mi prendo le mie responsabilità e la mia risposta è una sola: continuare a lavorare e cercare di fare del mio meglio. È qualcosa su cui anche la scienza non ha mai dato un conforto assoluto". ha spiegato il primo cittadino di Milano.

La promessa di Sala ai milanesi: Lavoriamo per capire come ripartire

Sala, in riferimento a quei momenti in cui si pensava si potesse continuare con la vita di sempre, spiega che "certamente anche noi sindaci abbiamo a volte camminato un po' sulle uova. Il mio giudizio è che è così anche per la cittadinanza. Poi a volte è facile criticare, a volte mi prendo anche tanti insulti, è nel mio ruolo e bisogna saperlo accettare, quello che faccio semmai è capire qual è l’umore della cittadinanza, e qui torno a questo percorso", ha detto a Skytg24. Il sindaco di Milano parla poi direttamente ai milanesi, come è solito fare quotidianamente con i video postati sui suoi canali social: "A loro chiedo di ragionare in maniera discontinua, di immaginare che questo periodo sarà tutto diverso e a loro prometto di essere qui tutti i giorni per cercare di far comunque funzionare la città e prometto un’altra cosa e cioè che stiamo lavorando per cercare di capire come si potrà riaprire".

Tamponi e test anticorpali: Utili per stabilire chi ha fatto la malattia senza sintomi

Anche la questione della riapertura, parziale e graduale, è stata oggetto di critiche da parte di avversari politici. Ma Sala mette un punto alla questione e si concentra sulle migliaia di studenti costrette a casa senza poter disporre di un computer per seguire le lezioni online: "Abbiamo chiesto ai presidi di fare una verifica con le famiglie dei loro ragazzi, per capire chi non ha un computer – ha detto il primo cittadino milanese -. Stiamo chiedendo a produttori e distributori di computer di regalarceli, in maniera tale che possiamo passarli alle famiglie". Infine, lo sguardo di Sala si poggia sulla questione tamponi: "La sanità dipende dalla Regione – ricorda il sindaco – ma è altrettanto chiaro che i cittadini guardano a me. Per questo io e i miei colleghi abbiamo chiesto alla Regione di fare i tamponi a chi continua a lavorare, a partire da medici e infermieri". Anche se l'ipotesi di sottoporre i cittadini a test anticorpali, come suggerito dal professor Bonini, ex direttore del Policlinico di Milano, lo solletica: "Sono molto interessato a questi test sugli anticorpi – ha rivelato Sala -. Sono importanti perché attesterebbero che parte della popolazione ha fatto la malattia senza sintomi e può tornare a lavorare", ha concluso il sindaco di Milano.