Un periodo di quarantena per i bambini e gli studenti che tornano dalla Cina prima di riammetterli a scuola. La richiesta dei governatori di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ha scatenato critiche e polemiche da parte di chi la ritiene una misura discriminatoria nei confronti dei bimbi cinesi.

Attilio Fontana: Chiesto di valutare misure di protezione, niente di cui stupirsi

Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha chiarito di aver "semplicemente chiesto al ministro di valutare ulteriori misure di protezione e tutela dei nostri bambini degli asili e studenti della scuola dell'obbligo sulla base del report dell'Oms, che ha evidenziato che il contagio tra i soggetti asintomatici è raro, ma non impossibile". Il governatore ha osservato che "se il presidente Conte e il ministro Speranza hanno ritenuto opportuno mettere in quarantena i 56 italiani asintomatici rientrati ieri da Wuhan, non vedo perché stupirsi se chiediamo che lo stesso accorgimento non debba essere adottato per i bambini e ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo, che rientrano dalle zone affette della Cina, italiani e non".

Critiche dalla comunità cinese: Sbagliato chiedere l'isolamento preventivo

Tra i più critici nei confronti della richiesta dei governatori c'è Francesco Wu, consigliere di Confcommercio Milano e punto di riferimento per l’imprenditoria cinese in città. "Se c’è una reale esigenza di mettere in quarantena le persone che tornano dalla Cina per paura della diffusione del coronavirus bisogna farlo con tutti", ha fatto notare, "molti dimenticano che ci sono decine di migliaia di italiani in Cina dei quali molti sono tornati da poco o stanno tornando in Italia. Non è che un italiano non possa essere vettore di contagio. Se non c’è reale esigenza sanitaria non si richiede l’isolamento preventivo di nessuno, ne bambini né adulti né cinesi né italiani né altri stranieri", ha aggiunto Wu parlando di "una mossa politica per tenersi buoni gli elettori per un eventuale contagio"

Il virologo Burioni dà ragione ai governatori: Richiesta giusta

A sostegno della proposta si è schierato il noto virologo Roberto Burioni, che ha definito "giusta la richiesta di avere maggiore attenzione prima di riammettere bambini provenienti dalla Cina nelle nostre scuole". Sul suo sito Medical Facts lo scienziato ha ricordato che "il coronavirus cinese è molto contagioso, causa una malattia che sembra essere grave e contro di essa non abbiamo né farmaci né vaccini. L’unica arma che possiamo utilizzare per tentare di bloccare questa epidemia è, insieme alla diagnosi precoce, l’isolamento. Ma l’isolamento è particolarmente difficile da mettere in atto, in quanto sembra che anche individui senza sintomi possano trasmettere l’infezione". In questa situazione ancora incerta – ha aggiunto – è facile sbagliare per sopravvalutazione o per sottovalutazione del pericolo. Ma è immensamente meglio sbagliare sopravvalutando, perché questo può significare disagio o danno economico; al contrario la sottovalutazione può portare alla morte di alcune persone.