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Coronavirus, nel Milanese altre 174 denunce per violazioni del decreto: in molti non restano a casa

Nonostante i divieti e gli appelli per limitare il contagio da Coronavirus, come ultimo decreto, c’è ancora chi viene scovato lontano dal proprio domicilio senza una motivazione valida. Nel Milanese, come riferito dalla prefettura, nella giornata di ieri – venerdì 13 marzo – sono state denunciate 144 persone per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Altri 24 individui, titolari di attività commerciali, sono stati denunciati per lo stesso motivo.
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A cura di Filippo M. Capra
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Nonostante i divieti, gli appelli, i consigli e gli inviti di Istituzioni e medici, oltre che dei cittadini che sanno adeguare il loro comportamento ad una situazione di emergenza così importante come quella per il Coronavirus, ci sono ancora persone che non riescono a stare a casa e circolano per le strade delle città senza autorizzazione.

Denunciate 144 persone perché in giro senza motivazioni valide

Le misure restrittive adottate con l'ultimo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte invitano i cittadini a restare a casa autorizzandoli a circolare solamente per valide ragioni, quali per motivi sanitari, necessità di genere alimentari e rientro al proprio domicilio. Ebbene, se gran parte delle persone hanno finalmente adottato questi nuovi comportamenti come gli unici validi per il periodo drammatico, ci sono ancora individui che non le rispettano. Nel Milanese, ad esempio, come comunicato dalla prefettura, sono state controllate nella giornata di venerdì 13 marzo (notte compresa) 6825 persone. Di loro, 144 sono state denunciate per violazione dell'articolo 650 del codice penale per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, mentre altre 6 sono state denunciate per aver mentito ai pubblici ufficiali o circa la loro identità.

Denunciati i titolari di 24 attività commerciali

Oltre ai controlli tra i singoli cittadini, sono continuati anche quelli all'interno degli esercizi commerciali. Come da dcpm, infatti, solo determinate attività possono continuare a rimanere aperte durante il "lockdown" firmato da Giuseppe Conte. Tra queste, le farmacie, i negozi che vendono generi di prima necessità e alimentari e attività che vendono prodotti per l'igiene. Su 4025 controlli effettuati, sono stati denunciati 24 titolari di esercizi commerciali trovati a violare le indicazioni del decreto e, dunque, l'articolo 650 del codice penale.

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