Sono arrivati a 5791 i casi di Coronavirus in Lombardia. Il bilancio dei contagi aggiornato alla giornata di oggi, martedì 10 marzo, è stato comunicato nel corso del consueto incontro stampa organizzato dalla Regione a Palazzo Lombardia, nonostante sia stato dichiarato non omogeneo in quanto non tutti i laboratori sono riusciti ad aggiornare. Dei casi registrati, 3319 (595 in più) sono ricoverati nei diversi ospedali con sintomi, 466 sono in terapia intensiva, mentre le persone dimesse o guarite sono 896. Sono salite a 468 purtroppo, le vittime di Covid-19 nella regione: ieri erano 333, con un incremento di 135 decessi.

Le province più colpite: nella Bergamasca 1472 casi

La provincia più colpita resta quella di Bergamo, che ha ormai scalzato Lodi, dove si è sviluppato il primo focolaio dell'epidemia da Covid-19. Nella Bergamasca sono stati registrati ad oggi 1472. A Brescia c'è stato un incremento di 51 casi, salendo a 790. Como 46, Cremona 957, Lecco 89, Lodi 963, in calo, Milano 592, Mantova 119, Sondrio 7, Pavia 324, Varese 50, Monza Brianza 65. L'assessore al Welfare Giulio Gallera, spiega poi che sono "644 i letti di terapia intensiva che ogni giorno verranno aumentati. Nella terapia intensiva sono stati gestiti un totale di 778 pazienti, di cui dimessi 103, e deceduti 80. Il 25% non è più in terapia, ma la saturazione è sempre più alta. E questo è il vero tema. Stiamo cercando di far ruotare i pazienti con dimissioni precoci in strutture protette o domicilio, anche strutture alberghiere, reparti in luoghi di fiera per l'accoglienza in via di dimissione o utilizzare cure intermedie delle strutture socio sanitarie. Questo ci consentirebbe di alleggerire ospedali. Ribadiamo che è una corsa contro il tempo. Detto ciò, a noi sembra di cogliere maggiore presa di consapevolezza dai cittadini ma delle indicazioni più forti sono l'unica strada. Bergamo e Cremona sono allo stremo. A Cremona abbiamo trasferito otto pazienti e stiamo mandando infettivologi".

Coronavirus, Fontana: Negozi e trasporti chiusi per 15 giorni

Nella giornata odierna sia l'assessore al Welfare Gallera sia il governatore della Lombardia Attilio Fontana avevano sollecitato il governo a disporre norme ancora più drastiche per contenere l'epidemia, "chiudendo" in sostanza la regione per 15 giorni. Fontana aveva incontrato anche i 12 sindaci dei capoluoghi lombardi, trovandoli tutti d'accordo sulla richiesta "di un ulteriore irrigidimento delle manovre che servono a creare distanza sociale per contenere il contagio". L'irrigidimento ipotizzato dalla Regione prevede la "chiusura di tutte le attività commerciali", la sospensione dei servizi di Trasporto pubblico locale "perché è un mezzo di diffusione del virus" e la chiusura di quelle aziende la cui attività può essere sospesa, tenendo aperte "quelle essenziali, come alimentari, energetica, rifiuti e farmaceutica". Per questo è stata preparata una lettera da inoltrare al Governo.  Il concetto è stato poi ribadito a gran forza anche in conferenza stampa: "La sensazione è che ancora, presso i colleghi delle regioni, non sia ben chiara la reale situazione che viviamo qui. Non è ancora stata percepita in maniera uniforme", ha detto Fontana, ribadendo di aver chiesto al "Governo di valutare la lettera, la richiesta dei sindacati che chiedono la stessa cosa e la valutazione di una serie di categorie imprenditoriali dichiaratesi favorevoli per una sospensione temporanea di ogni tipo di attività". Fontana ha poi detto: "Il sistema sanitario inizia ad essere vicino ad un momento di difficoltà e dobbiamo invertire la tendenza". Il presidente della Lombardia si è poi congedato dicendo che "queste richieste possano essere valutate dal Governo che si riunisce domattina".

Foroni: Lavoriamo a nuove strutture per i pazienti in isolamento

Per fare fronte al problema dei posti all'interno degli ospedali, l'assessore Foroni ha spiegato che si stanno cercando "nuovi posti, come strutture alberghiere o luoghi fieristici da utilizzare per l'isolamento dei pazienti che si stanno negativizzando". Foroni ha poi annunciato che "la Protezione civile sta completando i lavori di montaggio di tende triage fuori dagli ospedali dove ci è stato chiesto (Bergamo, Crema, Cremona, Calsamaggiore, Brescia, Chiari, Mantova) e fuori dai penitenziari lombardi (Pavia, Vigevano, Bollate, Voghera, Monza, Beccaria, San Vittorie, Mantova, Bergamo, Lodi, Lecco e Brescia). Mi sento di sottolineare il grande lavoro dei 2500 volontari con mezzi propri della Protezione. Le tende triage permettono di diversificare chi necessita di pronto soccorso per motivazioni diverse da Coronavirus. Stesso per i penitenziari per verificare le visite. Un dato importante della cosiddetta ex zona rossa, solo lo 0.06% ha sgarrato. Significa che quelle regole ferree hanno funzionato. Penso possa essere un esempio per il funzionamento delle regole e il senso di responsabilità della popolazione". In quella zona, infatti, si sono ridotti i nuovi contagi.