L'assessore al Welfare Giulio Gallera ha diramato il bollettino quotidiano sulla situazione Coronavirus in Lombardia. Sono 42.161 i casi di contagio aggiornati a oggi, lunedì 30 marzo. L'aumento rispetto a ieri, quando erano 41.007 è stato di 1.154 unità. Le persone ricoverate in ospedale sono 11.815 contro le 11.613 di ieri (più 202), di cui 1.330 in terapia intensiva (ieri erano 1.328, più 2). Cresce il numero totale dei dimessi, arrivato a 10.337 rispetto ai 9.255 di ieri (più 1.082), ma aumentano purtroppo anche i decessi, arrivati a quota 6.818 dai 6.360 di ieri, con un aumento di 458 unità in 24 ore. "Il trend, quindi, si conferma in calo costante. I decessi saranno l'ultimo dato a migliorare", ha detto Gallera.

I dati per provincia: Milano la più colpita d'Italia

Per quanto riguarda i dati provinciali, Bergamo mantiene costante l'incremento con 8.664 casi totali, in aumento di 137 rispetto a ieri. Ma è Milano i cui contagi crescono sino alla cifra di 8.677 (+347), di cui 3.560 casi in città, a divenire la provincia lombarda più colpita dal Covid. Nel Bresciano ci sono 8.213 casi (+200), a Como 1.061 (+47), a Cremona 3.788 (+26), a Lecco 1.437 (+56), a Lodi 2.087 (+30) e in provincia di Monza Brianza 2.362 contagi (+97). Nelle altre province ci sono 1.617 casi a Mantova (+67), 2.036 a Pavia (+62), 446 a Sondrio (+24) e 866 a Varese (+54).

I contagi nei comuni lombardi

Aumentano ma non in maniera esponenziale anche i contagi in alcuni dei comuni della Lombardia. A Milano si sono raggiunti i 3.560 tamponi positivi (+ 154 rispetto a ieri). Brescia tocca i 1.249 (+20), Bergamo 1.088 (+20) e Cremona 1.016 (+4). Dati decisamente più bassi, invece, per quanto riguarda Monza (421, +11), Crema (414, +7), Lodi (398, +11) e Codogno (283, +1).

Gallera: Abituiamoci a una vita diversa con le mascherine

Stamattina l'assessore al Welfare Gallera aveva parlato della "battaglia" che tutti i cittadini stanno combattendo, insieme alle istituzioni e ai medici impegnati negli ospedali, contro il Coronavirus. Gallera aveva comunque messo in guardia la popolazione, avvisando che "tra qualche settimana, se le cose vanno bene, ricominceremo, ma dovremo probabilmente abituarci ad un modo di vita diverso, girare con la mascherina, aver maggiore distanziamento sociale, magari ristoranti con meno tavoli". Ciò detto, i dati degli "ultimi quattro giorni" sono parsi rassicuranti nei confronti di un futuro più sereno.