Lacrime, abbracci e sollievo dopo giorni di paura, con il fiato sospeso nell'attesa di tornare a casa. Sono le emozioni dei passeggeri italiani appena scesi dagli ultimi tre voli arrivati dalla Cina e da Hong Kong, decollati prima del blocco imposto per l'emergenza Coronavirus, atterrato all'alba all'aeroporto varesino di Malpensa. Tutti indossano la maschera protettiva e sono stati sottoposti alle analisi da parte dei medici saliti a bordo prima di poter sbarcare. Sono stanchi, ma stanno bene.

I passeggeri dell'ultimo volo dalla Cina: Viaggio sofferto, tanta paura

"È stato un viaggio sofferto, abbiamo avuto tanta paura. Credo che le informazioni dovrebbero arrivare in modo molto più dettagliato, soprattutto ai genitori dei ragazzi minorenni", spiega una donna che ha appena riabbracciato suo figlio. Alessio, studente ligure che frequenta il quarto anno di scuole superiori, era in Cina per uno scambio con il progetto Intercultura. La sua esperienza a Zhengzhou, capitale della provincia di Henan, si è dovuta interrompere prima del tempo: troppo rischioso fermarsi. "Nella mia città nessuno aveva il permesso di uscire di casa, il mio quartiere residenziale era totalmente chiuso", ha raccontato ai microfoni di Fanpage.it lasciando il terminal con la mascherina protettiva ancora sul viso.

Alessio, studente delle superiori: Non ho mangiato per una settimana

"Non avevo un buonissimo rapporto con la famiglia cinese con cui vivevo, quindi non ho mangiato per una settimana. Ho preferito evitare qualsiasi tipo di contatto con qualsiasi persona". Alessio non nasconde di aver passato momenti difficili. "Ho avuto paura di essere contagiato, sì, soprattutto a Hong Kong. Nel momento in cui sono arrivato all'info point c'era un ragazzo americano accanto a me che chiedeva di essere portato in ospedale perché non stava bene. Era senza mascherina e gli hanno detto che uscire dall'aeroporto era troppo pericoloso".

Ivan, in vacanza per il capodanno: Avevano tutti la maschera

Tra i passeggeri appena sbarcati c'è anche Ivan, che era partito per una vacanza in occasione del capodanno cinese. È riuscito a rientrare appena in tempo. "Il viaggio è stato tranquillo, anche se avevano tutti la maschera e appena sentivi un colpo di tosse ti preoccupavi. Prima di scendere dall'aereo ci hanno fatto il controllo della temperatura, ci hanno fatto compilare dei moduli in cui si diceva dove si era stati e cosa si era fatto", racconta prima di lasciare l'aeroporto. "Negli ultimi giorni siamo stati lontani dai posti affollati. A Shanghai erano tutti con la mascherina, qui no", osserva stupito il ragazzo, "la usano tutti anche se non è obbligatorio". È dotato di maschera protettiva anche uno studente universitario, che lascia lo scalo prima dell'alba. "Ci hanno dato un'informativa del ministero con il numero di riferimento. I controlli vengono fatti anche in Cina, noi arriviamo da Shenzhen, lì eravamo controllati sempre e comunque".

(ha collaborato Simone Giancristofaro)