Milano durante l’emergenza coronavirus
in foto: Milano durante l’emergenza coronavirus

L'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, ha fatto sapere di stare valutando la chiusura dei trasporti e delle attività commerciali in tutta la Regione. Lo ha affermato questa mattina, intervenendo alla trasmissione Agorà in onda su Rai 3: insieme con il governatore Attilio Fontana sta infatti considerando l'attuazione su tutto il territorio lombardo di misure ancora più restrittive per contenere il coronavirus, dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto varato dal Governo in tutta Italia: "Altri 15-20 giorni di una corsa così forsennata di persone al pronto soccorso e alla terapia intensiva noi non li reggiamo".

Gallera: Ospedali e terapie intensive allo stremo

Gallera ha poi aggiunto che anche se "ci sono province con un numero di casi molto limitato come Como, Varese e Sondrio, un eventuale provvedimento molto duro va fatto per tutta la Regione". Misure più dure dunque sarebbero necessarie secondo la Regione a partire proprio "dalla chiusura 24 ore su 24 di tutti i negozi, eccezion fatta per quelli che vendono prodotti di prima necessità, come alimentari e farmacie". Fondamentali saranno i prossimi cinque giorni che serviranno a capire se i contagi saranno diminuiti oppure no: la situazione secondo l'assessore potrebbe infatti migliorare ma anche peggiorare, e a preoccupare anche in questo caso sono gli ospedali lombardi ormai giunti allo stremo. "I numeri della Lombardia e del resto del Paese ci dicono che il contagio è in continua espansione, con tutte le conseguenze che conosciamo: a partire dalla pressione sugli ospedali, in particolare sulle terapie intensive – spiega Gallera – solo con sacrifici più importanti da parte di ciascuno di noi e con la volontà di osservare regole anche più stringenti si può superare questa emergenza".

 

Fontana: Misure più restrittive in tutta la Lombardia

In una intervista esclusiva rilasciata Fanpage.it, anche il presidente di regione Lombardia Attilio Fontana, nel giorno della fine del suo auto-isolamento ha ribadito la necessità di misure più restrittive da parte del governo: "I contagi stanno diminuendo solo nei territori che erano Zona Rossa – ha spiegato il Governatore – quella di più alto contagio, dove si sono prese le misure più rigorose e draconiane. Se questo ha un significato, dobbiamo estendere quelle misure, il più possibile, al resto della Regione". Fontana ha sottolineato che la scelta di riaprire quelle zone rosse, arrivata l'8 marzo insieme con le misure più restrittive invece per il resto della Lombardia è stata presa da illustri ed esimi esperti: "Se hanno fatto questa valutazione, presumo che alla base ci sia un ragionamento scientifico e che sia la scelta giusta".

La Lombardia annuncia stanziamento di 135 milioni per le imprese e i lavoratori

Nel frattempo la Regione annuncia lo stanziamento di 135 milioni per le imprese e i lavoratori. Fondi che ha chiesto anche al Governo: "Abbiamo acquisito il via libera anche dalle parti sociali per l’attivazione della cassa integrazione e per la cassa integrazione in deroga a favore della imprese. Il provvedimento sarà attivo con effetto retroattivo al 23 febbraio e con uno stanziamento di 135 milioni" fa sapere Fontana. "Il nostro obiettivo è estendere a tutti i lavoratori strumenti che garantiscano indennità sostitutive del reddito che viene a mancare a causa della riduzione delle attività. Vogliamo aiutare le imprese a sospendere i rapporti di lavoro senza licenziare", ha spiegato l'assessore regionale al Lavoro, Melania Rizzoli