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Covid 19
6 Marzo 2020
15:52

Coronavirus, ad Alzano Lombardo si attende la zona rossa. I cittadini: “Che il Governo si decida!”

L’istituzione di una nuova “zona rossa” lombarda, tra Alzano Lombardo e Nembro, paesi in provincia di Bergamo, è vissuta con preoccupazione da parte dei cittadini. Specialmente per quanto riguarda l’incertezza: “Abbiamo capito che verrà fatta – spiega una residente a Fanpage.it – ma i cittadini vogliono comunicazioni ufficiali da parte del Governo. Il nervoso è dettato dall’attesa”. Il blocco di Nembro e Alzano Lombardo avrebbe ripercussioni importanti sull’economia. In queste aree sorgono infatti aziende del calibro di “Polini”, “Persico” e “Pigna”, che fatturano centinaia di milioni di euro ogni anno.
A cura di Filippo M. Capra
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Ad Alzano Lombardo, paese in provincia di Bergamo, si guarda con incertezza e un po' di malumore al futuro. Il comune, uno dei più colpiti insieme all'adiacente Nembro della Bergamasca dell'emergenza Coronavirus, è stato candidato dalla Regione Lombardia e dall'Istituto superiore della sanità per essere isolato. Le aree occupate dai due paesi dovrebbero essere dichiarate "zona rossa" a breve, come auspicato dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, ma dal Governo, ancora, non arrivano posizioni ufficiali. Fanpage.it ha contattato una cittadina di Alzano Lombardo per capire come i residenti stiano vivendo l'attesa e quali effetti provocherebbe l'isolamento dei due paesi.

Come hanno risposto i cittadini alla notizia di una possibile creazione di una "zona rossa" tra Alzano e Nembro?

Sono tutti abbastanza preoccupati, più che altro per l'incertezza. Voglio sapere se effettivamente sarà istituita o meno, vogliono ricevere comunicazioni ufficiali a riguardo, ma non si capisce niente. I giornali scrivono una cosa, le istituzioni ne dicono un'altra… Ormai si è capito che verrà cordonata questa area ma vorremmo capire quando e in che termini.

C'è quindi un sentimento di rabbia verso il Governo che non si decide a decidersi?

Sì, c'è nervoso dovuto all'attesa e al fatto che la Regione Lombardia ha dato parere positivo per questa misura ma non si sa ancora nulla dal Governo. Mi rendo conto che sia una cosa complicata scrivere un decreto con le relative regolamentazioni. Forse ancor di più per la nostra zona, essendo un'area economicamente molto ricca.

Che imprese ci sono tra Alzano Lombardo e Nembro? 

La "Polini", che fattura 60 milioni di euro all'anno e ha 150 dipendenti, e la "Persico", famosa per aver realizzato lo scafo della Luna Rossa, che fattura più di 100 milioni di euro all'anno e ha circa 500 dipendenti. E poi c'è la "Pigna", l'azienda che produce quaderni e materiale scolastico, che è anch'essa enorme. Poi ci sono tutte le aziende artigianali che producono per l'estero e potrebbe vedersi bloccare le esportazioni.

Com'è la vita ad Alzano Lombardo in questi giorni?

Non è il mortorio che viene descritto ultimamente. Certo, c'è meno gente in giro ma non è un paese fantasma. Sicuramente i commercianti sono quelli che più hanno risentito della situazione: la gente non va al bar a prendere il caffè e a fare colazione come ci andava prima.

Crede sia possibile che la "zona rossa" possa comprendere altri comuni della Valle Seriana?

Non so che tipo di considerazioni abbiano fatto per il Lodigiano, ma credo che abbiano preso in considerazione i paesi con il maggior passo di contagio e ci abbiano fatto una sorta di cintura attorno. Ora, partendo da questo ragionamento, bisogna calcolare che il paese subito successivo a Nembro è Albino, che conta 17mila abitanti, 5mila in più di Nembro, e ha 25 contagiati. Albino è un crocevia importante per la valle e la sua economia, ci sono aziende molto grandi. Secondo me il motivo di questa indecisione è molto legata alla questione economica.

Il pronto soccorso di Alzano ha riaperto?

No, è ancora off limits. Però in ospedale si può accedere.

Non hanno installato un tendone esterno per filtrare i pazienti sulla falsa riga di quanto fatto a Cremona?

Al momento no. Credo che stiano delocalizzando tutto quello che non è Coronavirus su altri ospedali, tenendo in carico la casistica. Questo quello che si era detto in paese.

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