I medici dell’ospedale San Matteo di Pavia (foto LaPresse)
in foto: I medici dell’ospedale San Matteo di Pavia (foto LaPresse)

Gli accessi al pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia sono diminuiti del 40 per cento nell'ultima settimana. Una notizia incoraggiante, con numeri finalmente in calo in uno degli ospedali che è stato al centro dell'epidemia di coronavirus in Lombardia, dove è stato curato il paziente 1 di Codogno, che fa ben sperare. Anche se, avvertono i medici, non è ancora il momento di abbassare la guardia.

Pavia, accessi al pronto soccorso in calo del 40 per cento in una settimana

Da lunedì scorso, 23 marzo, a ieri, 30 marzo, nell'ospedale di Pavia si è registrato un calo del 40 per cento degli accessi. Lo conferma a Fanpage.it un portavoce dell'ospedale, spiegando che negli ultimi giorni si è verificato un calo della pressione sul presidio sanitario, dove rimangono moltissimi i malati in cura nei reparti di malattie infettive. I dati aggiornati relativi alla provincia di Pavia confermano la curva dei contagi in calo. Stando al bollettino di oggi, martedì 31 marzo, sono 2133 i casi confermati, in aumento di 97 rispetto ai 2036 del giorno precedente.

Segnali incoraggianti dagli ospedali lombardi

Dagli ospedali lombardi delle zone più colpite dal covid-19 arrivano alcuni elementi incoraggianti. Anche nei pronto soccorso di Lodi, Cremona, Crema, Bergamo e Brescia negli ultimi giorni si è registrato un calo più o meno lieve degli ingressi. "Ma non cantiamo vittoria e soprattutto stiamo ancora a casa", avvertono i medici. Situazione ancora delicata a Milano, ora la provincia con più casi in Italia con 8911 casi confermati. Nei pronto soccorso del capoluogo gli ingressi non scendono in modo sensibile, ma sembrano essersi stabilizzati. "I numeri vanno valutati dopo più giorni, è presto per dare una valutazione, ma osserviamo una fase costante", ha sottolineato un portavoce dell’ospedale Niguarda.