Milano in piena emergenza coronavirus
in foto: Milano in piena emergenza coronavirus

Continua la quarantena per la città di Milano che si trova a fare i conti con misure restrittive per il contenimento del contagio da coronavirus che da oggi sono state estese a tutta l'Italia. Il nuovo decreto varato dal Governo l'8 marzo e ora attivo in tutto il Paese prevede forti limitazioni negli spostamenti sul territorio lombardo e nuove norme per quanto riguarda le attività commerciali, i bar, le palestre e i teatri oltre che per i trasporti. Nello specifico, gli spostamenti sull'intero territorio dovranno essere limitati, così come si legge nel dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale: "Bisogna evitare ogni spostamento di persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché all'interno degli stessi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative (non più indifferibili) o situazioni di necessità o per motivi di salute che vanno dimostrate (pena art 650 codice penale)".

Spostamenti devono essere ridotti al minimo: bisogna stare a casa

In questo senso nello stesso decreto viene consigliato, qualora possibile, a tutte le aziende di applicare per i propri dipendenti la modalità di smart working proprio per far sì che gli spostamenti si riducano al minimo: "Si raccomanda a datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei dipendenti di periodi di congedo ordinario o ferie, ferma restando la modalità di lavoro agile disciplinata per tutto il territorio nazionale". Vale dunque il principio (e consiglio), diventato poi anche una vera e propria campagna, dello stare a casa: gli spostamenti devono essere minimi e solo se strettamente necessari. Chi si muove dalla propria casa dovrà essere in possesso di un'autocertificazione per viaggiare che attesti il motivo dello spostamento.

È consentito muoversi per esigenze lavorative o di salute, o per altri bisogni

È dunque consentito andare al lavoro, andare al supermercato a fare la spesa o anche recarsi in farmacia. È possibile anche andare al bar o al ristorante o in una delle attività commerciali ancora aperte, a patto che venga fatto per necessità e sempre rispettando la distanza di sicurezza interpersonale: in tutti casi infatti (bar, farmacie, supermercati, negozi) dovrà essere il gestore del singolo esercizio commerciale a far sì che venga rispettata la distanza di sicurezza tra una persona e un'altra di almeno un metro. Come si legge nel decreto il gestore dell'attività dovrà garantire "un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori".

Coprifuoco per bar e ristoranti: apertura alle 6 e chiusura alle 18

Le attività commerciali potranno dunque restare aperte evitando assembramenti di persone al loro interno e garantendo un accesso distanziato e organizzato ai clienti, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei propri locali. Qualora le condizioni strutturali o organizzative del locale non consentono il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le attività commerciali dovranno essere chiuse. In caso delle violazione delle norme è prevista la sospensione dell'attività. Per quanto riguarda invece bar e ristoranti questi potranno svolgere la propria attività dalle 6 del mattino fino alle 18 di sera. Dopodiché scatterà il coprifuoco e la conseguente chiusura obbligatoria: anche in questo caso i gestori saranno tenuti a far rispettare le norme di sicurezza interpersonale lasciando almeno un metro di distanza tra una persona e un'altra.

Chiudono musei, pub, teatri, discoteche e sale scommesse

Sono chiusi invece i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura. Così come sono sospese tutte le attività di cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. Sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico. Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici e restano vietati tutti i tipi di assembramento anche in luoghi all'aperto.

Centri commerciali e mercati chiusi nel weekend

Discorso diverso invece nei weekend dove i rimarranno chiusi centri commerciali e negozi di medie e grandi dimensioni (tranne farmacie e supermercati): "Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione".

Chiuse palestre e piscine: attività sospese anche nei centri benessere

Per quanto riguarda gli appassionati di sport invece non potranno frequentare palestre, centri sportivi, piscine e centri natatori per chiusi. Attività sospese anche nei centri benessere, nei centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), nei centri culturali, nei centri sociali e nei centri ricreativi. Sospesi anche tutti gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.