Quattro persone rischiano il processo per le contestazioni contro la Brigata ebraica nel corso del corteo del 25 aprile del 2018 anno a Milano. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro antagonisti che si scagliarono contro lo spezzone della manifestazione per la festa della Liberazione in cui si trovavano i rappresentanti della comunità ebraica. I pubblici ministeri hanno contestato ai quattro l'aggravante dell'odio "razziale", mentre c'è un quinto indagato a cui l'aggravante non è stata contestata.

Contestazioni alla brigata ebraica: chiesti rinvii a giudizio per "odio razziale"

Tra i quattro antagonisti per cui i pm hanno chiesto il processo c'è anche Claudio Latino, coinvolto in passato nell'operazione antiterrorismo ‘Tramonto‘ del 2007 e in seguito condannato a undici anni e mezzo di carcere. I giudici non confermarono l'accusa di terrorismo, riconoscendo però l'esistenza di "un'associazione sovversiva".

Tra gli indagati Claudio Latino, coinvolto nell'operazione antiterrorismo ‘Tramonto'

La contestazione al passaggio della Brigata ebraica avviene quasi ogni anno in occasione del corteo per il 25 aprile. Anche nel 2019 ci sono stati momenti di tensione in piazza San Babila, con i manifestanti in difesa della Palestina che hanno urlato "Via i sionisti dal corteo" e "Israele Stato terrorista".

Nel 2018 le cose andarono peggio. Secondo gli inquirenti, Latino e un altro indagato al passaggio della Brigata ebraica avrebbero minacciato i manifestanti mimando "il gesto dello sgozzamento" e "la sventagliata di una mitragliatrice". Altre due persone sono accusate di aver gettato una bottiglietta d'acqua verso la folla, mentre il quinto deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale.