Simone Pittella, detto ‘Scarface', è stato condannato a 12 anni di carcere per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Pregiudicato, legato a famiglie malavitose calabresi, era un personaggio di primo piano nel giro della droga nei quartieri della Comasina e di Bruzzano a nord di Milano. Gli agenti della Polizia di Stato hanno fatto irruzione dentro casa sua a febbraio dell'anno scorso durante un'operazione finalizzata al contrasto dello spaccio della draga nel territorio. Durante le perquisizioni hanno trovato 168,4 grammi di cocaina, oltre tremila euro in contanti, materiale da taglio e da confezionamento, otto telefoni cellulari e un bilancino di precisione. Simone si è guadagnato il soprannome dai suoi gusti in fatto di arredamento: la casa era ispirata alla lussuosa villa di Tony Montana, il protagonista del celebre film di Brian De Palma, interpretato da Al Pacino. Come mostrano le immagini riprese dalla Polizia di Stato, c'era un trono di velluto rosso e un grande quadro con un ritratto di Tony Montana sul quale compariva la frase: "The world is yours Scarface" e un pitbull di nome Pablo, omaggio al narcotrafficante Escobar.

Spaccio di droga a Comasina e Bruzzano: condannate 18 persone

Il giudice dell'udienza preliminare di Milano Livio Cristofano aveva già condannato prima di Pittella altre 18 persone con rito abbreviato con l'accusa è di aver gestito tra il 2013 e il 2017 le piazze di spaccio di Comasina e Bruzzano. Luca Saccomanno ha ricevuto la pena più severa, condannato a 20 anni di carcere, mentre Christofer Scirocco, nipote del boss della ‘ndrangheta Giuseppe ‘Pepe' Flachi, è stato condannato a 17 anni e 8 mesi. A luglio scorso è stata arrestata anche la fidanzata di Pittella. Il gup ha ridefinito il ruolo di Pittella: non un vero e proprio boss ma comunque membro della presunta associazione per delinquere. Assolto invece dall'accusa di associazione per delinquere Paolo Pittella, cugino di Simone che ha ricevuto una condanna di sei anni per spaccio.