Comunali Milano 2016, il radicale Cappato si candida a sindaco per spingere i referendum

Potrebbe esserci anche Marco Cappato, già consigliere comunale ed esponente di spicco dei Radicali italiani, a correre per la poltrona di sindaco di Milano alle prossime Comunali. Lo ha annunciato lo stesso consigliere in una conferenza convocata anche per discutere dei quattro quesiti referendari proposti dai Radicali assieme al comitato MilanoSìMuove. La decisione del 45enne ex deputato e parlamentare europeo è proprio legata alla necessità di spingere i quattro referendum presentati lo scorso anno: riapertura dei Navigli, 25mila case in edilizia sociale, allargamento di Area C e nuova linea circolare della metro e infine nuovi spazi verdi in città sono i temi sui quali il comitato promotore vorrebbe che i milanesi si esprimessero già il prossimo ottobre.
Referendum sabotati, Cappato si candida a sindaco per promuoverli
Ma "a 275 giorni dal deposito delle prime firme mille firme – ha affermato Cappato – il Comitato promotore non ha ancora ricevuto il via libera per la raccolta. Ciò significa che solo una grande mobilitazione istituzionale e politica da parte dei vertici del Comune e dei partiti milanesi potrebbe consentire di mettere in sicuro i referendum prima del deposito delle liste per le elezioni comunali. Ad oggi, nessuno pare interessato". E dunque ecco che, considerando il "sabotaggio" del referendum in atto, i Radicali hanno deciso di raccogliere le firme per presentare una propria lista alle Comunali, con Cappato candidato sindaco.
La discesa in campo dei Radicali è dunque essenzialmente una mossa strategica volta a trovare un interlocutore che sposi la causa referendaria. E difatti, nella nota diramata da Cappato, Valerio Federico e Lorenzo Lipparini a nome del Gruppo Radicale – federalista europeo si legge: "Se qualcuno tra i vari esponenti dei poteri milanesi si sarà dimostrato non solo intenzionato, ma anche concretamente capace di restituire ai milanesi i referendum, saremo pronti a darne politicamente atto". Al momento, però, "non possiamo affidarci a questa eventualità" spiegano i Radicali, che hanno quindi deciso di proseguire da soli. Nei prossimi giorni si capirà se sarà una strada che andrà avanti fino alle amministrative del prossimo giugno.