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La guardia di finanza di Como ha scovato 20 lavoratori in nero denunciando i titolari delle attività che non li avevano regolarizzati. Due dei 20 però, hanno cercato di massimizzare la condizione di presunto disoccupato: i due infatti pur lavorando in nero percepivano il reddito di cittadinanza e per questo sono stati a loro volta denunciati. Il primo dei due "furbetti del reddito di cittadinanza" sarebbe stato scovato dentro un'impresa commerciale ortofrutticola in provincia di Como, a Beregazzo, luogo in cui lavorava già da diversi mesi, mentre il secondo è stato scoperto a Mozzate. I titolari rischiano una maxi sanzione sino a 12.960 euro mentre i due lavoratori potrebbero essere accusati di truffa ai danni dello Stato, considerando che uno dei princìpi fondamentali dell'assistenza economica varata dal governo gialloverde è la totale assenza di lavoro, specialmente se in nero.

Il precedente nel Comasco

Già l'estate scorsa a Como si verificò un episodio simile, seppur la persona richiedente la pensione di cittadinanza non avesse colpe dirette. Accadde che una signora in difficoltà economica chiese e ricevette l'assegno mensile per sopperire alle spese, ma le fu successivamente ritirato in quanto il figlio fu scoperto a lavorare in nero in un'azienda a Opera, alle porte di Milano. Essendo stato inserito nel nucleo famigliare, la signora non potrà usufruire dei 776 euro per i 18 mesi successivi.