Un ridente paesino di duecento abitanti sui colli verdeggianti tra il lago di Como e la Svizzera, a mille metri sul livello del mare, abitato soprattuto da frontalieri. Cavargna è il comune più leghista d'Italia, qui alle elezioni europee del 26 maggio 2019 il partito di Matteo Salvini ha ottenuto l'86,79 per cento con 92 voti su 108 (affluenza pari al 35 per cento degli aventi diritto). Un plebiscito che non ha lasciato quasi nulla agli altri partiti. Forza Italia ha preso dieci voti (il 9,43 per cento), il Movimento 5 Stelle è stato scelto da due elettori (1,89 per cento). Addirittura un solo voto per il Partito democratico, alla pari con il Partito comunista.

Un paese di emigranti che ha scelto la Lega di Salvini

Guardando ai numeri del voto a Cavargna emerge uno strano paradosso. Se infatti i residenti del piccolo comune nel 2018 erano 212 (dati Istat), gli aventi diritto al voto nell'unica sezione elettorale erano 304. Questo si spiega con il fatto che molti degli abitanti nel corso degli anni hanno scelto di emigrare. La gran parte ha preferito spostarsi in Svizzera (il confine elvetico dista pochi chilometri) e non ha quindi partecipato al voto. Chi è rimasto a vivere in paese fa il frontaliere: circa il 90 per cento della forza lavoro, qui, è impiegata in Svizzera.

Casa in Italia e tasse in Svizzera: nel 2014 Cavargna era il paese più "povero"

Non è la prima volta che il borgo di Cavargna viene citato nelle cronache nazionali. Qualche anno fa aveva attirato l'attenzione dei media per un dato singolare: stando ai numeri del ministero dell’Economia e delle Finanze riferiti alle dichiarazioni del 2014, gli abitanti del paese erano i più "poveri" in Italia, cioè quelli che mediamente dichiaravano meno ai fini della tassazione. Non per un caso di evasione fiscale diffusa, ma semplicemente perché gran parte dei residenti lavora, e paga le tasse, in Svizzera. Risultavano così 6.350,59 euro di reddito annuo, in media poco più di 17 euro al giorno, per i 122 contribuenti cavargnoni.