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Covid 19
19 Maggio 2020
16:37

Commissione d’inchiesta Lombardia, 400 sanitari candidano a presidente il radicale Usuelli

Centinaia di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, specializzandi e ricercatori hanno firmato un appello a sostegno della candidatura del consigliere regionale Michele Usuelli, neonatologo ed esponente di Più Europa-Radicali, alla presidenza della commissione di inchiesta che la Regione Lombardia ha istituito per indagare sulla gestione dell’emergenza coronavirus.
A cura di Simone Gorla
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Oltre quattrocento tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, specializzandi, ricercatori ed altri esperti dell’ambito medico hanno firmato un appello a sostegno della candidatura del consigliere regionale Michele Usuelli, medico ed esponente di Più Europa-Radicali, alla presidenza della commissione di inchiesta che la Regione Lombardia ha stabilito di istituire per indagare meriti, errori e responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid. Dopo il rinvio della scorsa settimana, il voto è previsto per domani, mercoledì 2o maggio.

Commissione d'inchiesta, medici e infermieri per la candidatura del radicale Usuelli

L’appello a sostegno di Usuelli, neonatologo con anni di esperienza alla Mangiagalli di Milano, è stato sottoscritto da 279 donne e 147 uomini. Per la maggioranza si tratta di professionisti che operano in Lombardia, a cui si aggiungono 17 sottoscrizioni arrivate anche da altre regioni italiane. Le dichiarazioni di sostegno provengono soprattutto da medici (270), infermieri (61), operatori sociosanitari (16), professori (15) e ostetriche (20) dalle città di Milano, Bergamo e Brescia, ma anche Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio e Varese. A portare il proprio sostegno sono stati assistenti sanitari, assistenti sociali, direttori sanitari, educatori professionali, farmacisti/farmacologi, fisioterapisti, infermieri, medici, neuropsicomotricisti, odontoiatri, operatori sociali, operatori socio-sanitari, ostetriche, osteopati, professori, psicologi, puericultrici, specializzandi in medicina, ricercatori e tecnici di reparto/laboratorio.

Nella prima seduta fumata nera per l'elezione del presidente

Nel corso della prima seduta della commissione, la candidatura espressa dalle opposizioni come prevede il regolamento è stata quella dell'esponente del Pd Jacopo Scandella, che però non ha ricevuto i voti della maggioranza di centro-destra. "Nei giorni scorsi si è manifestata la disponibilità alla candidatura da parte di Michele Usuelli, unico medico delle minoranze, che dovranno esprimere il presidente, e neonatologo di terapia intensiva di comprovata esperienza. Il suo lavoro costante sul tema è stato sempre condotto con autorevolezza, con l’obiettivo di portare nelle istituzioni la voce del personale medico e sanitario, proponendo soluzioni e contributi costruttivi alla gestione della crisi”, scrivono i firmatari dell’appello. “Come cittadini e come professionisti del settore sanitario che da mesi fronteggiano l’emergenza mettendo in campo tutte le proprie conoscenze, siamo convinti che un analogo approccio debba essere all’origine tanto della scelta dei vertici quanto della futura azione della commissione. Se nella fase due nulla dovrà più essere come prima, auspichiamo che la competenza prevalga sulle logiche politiche, nell’interesse e a tutela di tutti i cittadini lombardi”.

“È evidente che se non si sceglie un presidente per le sue competenze, lo si sceglie per ragioni politiche e di comodo”, ha dichiarato Usuelli. “Sono lieto e orgoglioso che così tanti colleghi abbiano riscontrato in me le competenze necessarie a ricoprire questo ruolo. Mi auguro che i consiglieri sia di maggioranza che di opposizione ascoltino la loro voce e assicurino che la massima competenza possibile risieda nella figura del presidente della commissione di inchiesta. L’alternativa è rischiare che un presidente privo del know-how necessario in ambito sanitario porti la commissione a non raggiungere risultati sostanziali nell’individuazione di errori e responsabilità. Risultati cui i cittadini lombardi invece hanno diritto e che si aspettano".

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