Patrizia Baffi si è dimessa dall'incarico di presidente della commissione d'inchiesta regionale sul Covid-19: la consigliera lombarda di Italia Viva ha già rassegnato e formalizzato le dimissioni con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. La sua elezioni era avvenuta, tra molte polemiche, lo scorso 26 maggio.

Baffi: C'è bisogno di un clima favorevole

"Credo fermamente nell’importanza della Commissione d’Inchiesta, che avrà il compito di fare chiarezza sull'emergenza sanitaria che ha tanto segnato la nostra regione e le nostre vite – scrive la consigliera Baffi nella lettera – e che dovrà anche portare all'avvio di un percorso di revisione della riforma sanitaria regionale, per sanare le carenze del sistema e superare le debolezze che sono emerse in questi mesi". Prima di aggiungere: "Nella speranza che ciò possa contribuire a ristabilire un clima favorevole allo svolgimento dell’importante lavoro che ci aspetta". E poi il riferimento a Pd e M5S che si erano opposti rassegnando le proprie dimissioni dalla Commissione: "Per il buon esito dei lavori della Commissione d’inchiesta – conclude – ritengo fondamentale la partecipazione e il contributo diretto di tutti i rappresentanti delle minoranze, senza i quali non ha nemmeno senso avviare e far partire la Commissione".

L'elezione avvenuta con i voti della maggioranza in Consiglio regionale

Baffi era stata eletta con 46 voti, il suo, di fatto unica esponente renziana, più quelli della maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale. Una elezione la sua avvenuta dunque con i voti della maggioranza, oltre al suo che aveva evidenziato una sorte di "convergenza" tra Lega e Italia viva emersa nel giorno dalla mancato voto da parte di Italia Viva nei confronti dell'eventuale processo al leader del Carroccio Matteo Salvini per la vicenda Open arms. Pd e M5s insieme all’intera minoranza si erano detti da subito completamente contrari a questa votazione, annunciando le dimissioni dalla Commissione e chiedendo le dimissioni della renziana, scontrandosi però con un muro. "Credo troppo in questa commissione: è l'opportunità di fare una diagnosi delle cose che non sono andate e di trovare una cura per la sanità lombarda", aveva commentato Baffi. La prima riunione era fissata per lunedì 8 giugno, la prima di una lunga serie che si sarebbero tenute ogni lunedì pomeriggio alle ore 14.30. Sotto la lente d'ingrandimento alcuni passaggi chiave della gestione da parte della regione Lombardia dell'emergenza Coronavirus come le  “zone rosse”, le modalità di effettuazione dei tamponi, l’Ospedale in Fiera a Milano, i trattamenti sanitari, clinici e farmacologici adottati e il tema degli approvvigionamenti e dei dispositivi di protezione individuale.