Alcuni degli insulti apparsi sotto il post di Matteo Salvini (Foto dalla pagina Facebook del Coordinamento dei collettivi studenteschi)
in foto: Alcuni degli insulti apparsi sotto il post di Matteo Salvini (Foto dalla pagina Facebook del Coordinamento dei collettivi studenteschi)

Collettivi studenteschi contro Matteo Salvini. Questa volta non in un corteo per le strade, ma sulla "piazza virtuale" di Facebook. Il Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano si è scagliato contro la decisione del ministro dell'Interno di pubblicare sul proprio profilo Facebook una foto della manifestazione dello scorso venerdì, quando in tutta Italia si è celebrato il "No Salvini day". Nello specifico, il leader del Carroccio ha pubblicato una foto che ritraeva tre ragazzine minorenni di una scuola di Sesto San Giovanni, una delle quali esponeva un cartello con la scritta: "Il mio sogno nel cassetto non è stato rimosso, Salvini sappia che a Piazzale Loreto c'è ancora posto". La scritta, sicuramente deprecabile, è il verso della canzone "Odia gli indifferenti" di DJ Fastcut, Kento & Principe. Salvini ha però pubblicato la foto senza nemmeno oscurare il volto delle ragazzine e aggiungendo il commento: "Poverette, e ridono pure…".

Come accaduto anche in passato con chi è finito sulla pagina Facebook di Salvini (ad esempio col caso di Raffaele Ariano, il ricercatore universitario che denunciò un annuncio razzista su un treno regionale lombardo), i "fan" del leader del Carroccio si sono scatenati con commenti di ogni genere, molti dei quali contenenti pesanti insulti e minacce. Il risultato alla fine è stato sottolineato dai collettivi: "Più di 9000 commenti che augurano alla ragazza di ‘fare la fine di Desirèe', di ‘andare a prostituirsi', di ‘essere stuprata'. Grazie a questa propaganda, Salvini è responsabile di essere il mandante di una violenza che non si ferma a quella verbale, ma da mesi si esprime in aggressioni vere e proprie. Dichiara di essere contrario alla violenza sulle donne, quando poi è il primo a ‘dare in pasto' ai social una studentessa, rendendola soggetta alla stessa violenza contro cui, a chiacchiere, si è schierato". Il coordinamento dei collettivi aggiunge: "Il ministro che ha fatto dell'ignoranza e del razzismo le sue parole d'ordine accusa gli studenti di essere fomentatori d'odio, mentre le sue leggi, le sue politiche e le sue dichiarazioni dimostrano il contrario".

Sulla "gogna mediatica" alla quale è stata esposta la ragazzina minorenne è intervenuta anche la deputata del Partito democratico Giuditta Pini: "Salvini è un uomo di 45 anni che usa i social per fare politica – ha scritto sulla sua pagina Facebook – Adesso ha anche l’onore oltre che l’onere di fare momentaneamente il Ministro dell’Interno e quindi di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini, specie se minori, specie se donne. E invece pubblica la foto di tre studentesse minorenni, ree di avere esposto un cartello contro di lui durante una manifestazione, non ne oscura nemmeno il volto e le lancia in pasto alla rabbia dei suoi sostenitori scatenando 12mila commenti, di insulti e minacce, quasi tutte sessiste. 12mila commenti di insulti e minacce a tre studentesse minorenni sulla pagina del Ministro dell’Interno. Non ne ha cancellato nemmeno uno. Salvini ha dato consapevolmente in pasto ai lupi la stessa incolumità di tre studentesse minorenni, che il suo ruolo dovrebbe tutelare". La deputata ha annunciato di voler depositare un'interrogazione parlamentare per chiedere conto della vicenda al ministro: "Visto che il ministro si vanta di gestire da solo i suoi profili social adesso ne dovrà rispondere personalmente", ha scritto la deputata dem, aggiungendo: "Un ministro dell’Interno che lascia alla pubblica gogna delle ragazzine non è degno nemmeno di essere chiamato Ministro. Insulta tutte noi, e insulta anche le istituzioni. Vediamo se per una volta avrà il coraggio di rispondere in aula o se, come al solito, scapperà".