Ha confessato tutto Giuseppe Vitali, l'agricoltore di 59 anni che due giorni fa ha tentato di uccidere a martellate la moglie Denise e la figlia Giulia nella loro casa di Coccaglio, in provincia di Brescia: ai carabinieri ha raccontato di aver pianificato tutto per liberare la sua famiglia dai problemi economici. L'uomo aveva infatti accumulato un debito oltre centomila euro e che non riusciva più ad andare avanti, per questo ha riempito delle taniche di benzina che ha lasciato in garage pronte ad essere usate, e poi si è diretto in casa dove ha aggredito le due donne con l'intento di ucciderle. Le avrebbe uccise e poi avrebbe detto fuoco alla casa, Giuseppe Vitali che alla fine si sarebbe tolto la vita. "Volevo liberare la mia famiglia da questo problema" avrebbe confessato ai militari durante l'interrogatorio avvenuto questa mattina. Secondo l'uomo era questo l'unico modo per porre fine ai problemi economici.

L'agricoltore aveva accumulato un debito di oltre 100mila euro

Un racconto che conferma dunque la prima ipotesi avanzata dagli inquirenti che hanno raccolto la testimonianza dei parenti e del figlio dell'uomo, colui che ha allertato il 112 dopo aver visto la sorella sanguinante scappare dall'aggressione del padre: l'agricoltore da mesi viveva in uno stato di ansia e nervosismo a causa dei quali aveva litigato anche con alcuni parenti che vivono nella stessa villetta di Coccaglio. Intanto madre e figlia, che sono state salvate dai carabinieri e poi trasportate in ospedale dal personale medico, si trovano ancora ricoverate in prognosi riservata all'ospedale di Chiara: entrambe però non sarebbero in pericolo di vita. Il marito, al momento, resta in carcere in attesa della convalida dell'arresto: all'avvocato con lui questa mattina durante l'interrogatorio ha chiesto come stessero la moglie e i figli.