Ousseynou Sy avrebbe tentato di compiere quella che si preannunciava come una vera e propria strage già due giorni prima di quel tragico mercoledì mattina. L'uomo, stando a quanto si apprende dal racconto di alcuni studenti presenti a bordo del bus dirottato, avrebbe provato a cambiare strada durante quello stesso percorso compiuto però lunedì mattina. Sarebbe stato l'intervento di un professore a bordo del pullman a fermarlo sollecitandolo a ritornare sul giusto percorso poiché quella che stava per prendere era la strada sbagliata. "Era scortese quel giorno, ci spintonava – racconta uno studente della scuola media Vailati di Crema – mentre stavamo rientrando a scuola ha cambiato strada, ma un professore gli ha chiesto ‘dove vai?'".

Ousseynou Sy: quello che ho fatto lo rifarei altro cento volte

La notizia potrebbe aprire uno scenario diverso nel futuro dell'autista 47enne che ha già ammesso la premeditazione del gesto durante l'interrogatorio del pm avvenuto nel carcere di San Vittore dove è stato portato subito dopo essere stato dimesso dall'ospedale Niguarda: "Questa cosa l'avevo in mente da un po' – avrebbe raccontato Sy – volevo andare a Linate per prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo". L'uomo ha però sostenuto con fermezza di non aver mai avuto intenzione di fare del male a nessuno, e  di aver sparso la benzina sul bus solo per evitare che i carabinieri sparassero. Eppure stando a quanto emerso dal lavoro senza sosta che stanno portando avanti gli inquirenti sono sempre di più gli indizi che fanno pensare a un piano ben organizzato: gli acquisti del materiale utilizzato quel giorno, avvenuto giorni prima, dalle fascette alle bombolette spray per oscurare i vetri del bus, fino alle taniche di benzina. Poi le armi, e quei martelletti tolti dal pullman, forse per evitare che i ragazzini potessero usarli per infrangere i vetri e scappare.

Lancio di uova contro la sua cella a San Vittore

Nei giorni scorsi poi Sy avrebbe anche chiesto a un collega di comprare "su Internet", una pistola elettrica, un taser, motivandolo come il regalo da fare alla sua nuova compagna. Intanto c'è attesa per l'interrogatorio di convalida dell'arresto del 47enne che potrebbe avvenire già oggi dinanzi al giudice per le indagini preliminari. L'uomo dopo il lancio di alcune uova e arance da parte di altri detenuti verso la sua cella nella sua prima notte al carcere di San Vittore, sarebbe stato spostato dal quinto raggio al reparto protetti dell'istituto penitenziario di Milano. Si tratta di quella sezione dove solitamente vengono portati i detenuti che in quanto pentiti, ex appartenenti alle forze dell’ordine o che hanno compiuto reati contro donne e minori "non possono" stare con il resto dei detenuti.