Poche migliaia di euro, prese in prestito da un imprenditore in un momento di difficoltà, si erano presto trasformate in un debito esorbitante a causa degli interessi folli pretesi dall'usuraio, che era arrivato a farlo minacciare per costringerlo a cedergli la casa per saldare quanto dovuto. Alla fine la vittima ha denunciato tutto alla guardia di finanza di Brescia, che dopo cinque giorni di indagini ha arrestato l'usuraio e messo fine all'incubo.

Brescia, minacce e interessi folli: arrestato per usura un imprenditore

I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Brescia, coordinati dalla Procura di Bergamo, hanno arrestato in flagranza l'imprenditore dopo averlo filmato mentre ritirava la somma prestata con gli interessi indebiti. Il 3 luglio la vittima si era presentata, spaventate e tesa, di fronte ai finanzieri, raccontando di essere vittima di estorsione da parte di un imprenditore bergamasco e di un cittadino albanese. A fronte di un prestito di poche migliaia di euro la somma era lievitata in maniera esponenziale a causa degli elevatissimi interessi, con un tasso superiore al 50 per cento. Per convincere il debitore a saldare quanto pattuito, l’imprenditore aveva ingaggiato un pregiudicato, al quale aveva affidato il compito di minacciare il malcapitato.

L'incontro con la vittima per ricevere diecimila euro ripreso dalla guardia di finanza

Il rischio per l’incolumità della vittima e della sua famiglia ha spinto i militari ad agire rapidamente. Cinque giorni dopo la denuncia è stato organizzato un incontro con l'usuraio per la consegna di un acconto di 10 mila euro in contanti. I militari hanno però ripreso tutta la scena e arrestato l'imprenditore per usura ed estorsione mentre stava ancora contando le mazzette di denaro appena incassato. Durante una perquisizione nel garage dell'usuraio è stato trovato denaro contante per oltre 130mila euro e gioielli per oltre centomila euro. Fermato anche il complice che si era occupato di minacciare la vittima, che stava già scontando una pena agli arresti domiciliari per una precedente condanna per stupefacenti.