Una sedicenne promessa in sposa dai parenti in un matrimonio combinato ha chiesto aiuto ai suoi professori, che l'hanno salvata. La vicenda è accaduta nel Bresciano, protagonista una ragazza e studentessa di origini pachistane che, secondo la famiglia doveva convolare a nozze neanche maggiorenne con un uomo più grande di lei. La giovane, desiderosa di studiare e di costruirsi in libertà il suo futuro, si è opposta alla decisione dei parenti. Ha preso coraggio e si è rivolta ai docenti della sua scuola superiore. I professori l'hanno ascoltata e si sono rivolti alle forze dell'ordine. Così la ragazza è stata posta sotto protezione e non si sposerà. Ora le istituzioni preposte stanno controllando che la giovane non venga più contattata dai parenti.

Sposa e violenta una bambina: condannato ad otto anni

Lo scorso settembre il tribunale collegiale ha condannato a otto anni e mezzo di carcere un uomo che ha sposato e violentato una bambina di quindici anni del Bangladesh a Vicenza. Le nozze erano state programmate dalla famiglia, che aveva promesso la ragazzina a un uomo dieci anni più grande di lei che ne ha abusato sessualmente dal 2005 al 2013.

Chi sono le spose bambine

Quello delle spose bambine è un dramma che coinvolge migliaia di ragazze soprattutto nei paesi islamici: le giovanissime vengono isolate dalla società e private di un’infanzia normale. Spesso sono vittime di abusi e stupri, tagliate fuori dalla famiglia, dagli amici e private anche del diritto all'istruzione. A stabilire il destino dei bambini sono le famiglie stesse, a volte addirittura sin dalla nascita. Il fenomeno vede protagoniste soprattutto famiglie povere che vedono in queste unioni un possibile cambiamento di vita.