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Bambini appena nati che presentano fin da subito sintomi di dipendenza da sostanze stupefacenti. Si chiama sindrome da astinenza neonatale, perché provoca nel neonato sintomi tipici di chi fa uso di droghe. Un fenomeno che non riguarda solo l'Italia ma è purtroppo molto diffuso anche all'estero. In questi giorni fanno discutere i dati diffusi dal "Giornale di Brescia" in merito al numero di neonati in cui è stata riscontrata positività alle droghe nella fase post parto. I numeri parlano di quattro casi di bambini "drogati" negli ultimi tre mesi nel solo ospedale Civile di Brescia. Le sostanze che vengono rintracciate nei test sui neonati sono soprattutto cocaina o cannabinoidi, ma anche oppiacei e metadone.

Le cause e i sintomi

I valori positivi alle sostanze stupefacenti che evidenziano le analisi tossicologiche sono dovuti all'assunzione di droghe da parte della madre nel periodo della gravidanza. La cocaina è meno diffusa della cannabis ma presenta nel bambino sintomi ben più evidenti, che possono manifestarsi in repentini sbalzi d'umore e potrebbero anche provocare danni permanenti: ad esempio gravi difficoltà cognitive, alterazioni delle abilità motorie, ossigenazione bassa, crescita rallentata e anomalie comportamentali. Il fenomeno è pericoloso, e si evidenzia un trend che cresce a vista d'occhio in questi ultimi anni: la sindrome di astinenza neonatale è aumentata di ben cinque volte nell'ultimo decennio. Nel Bresciano si contano decine e decine di casi, con circa 110 neonati all'anno che sono colpiti da questo problema, una media di circa uno su cento. Quando si dice che le colpe dei padri, e delle madri, ricadono sui figli.