"Pena l'interruzione del rapporto di fornitura chiediamo che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili". La mail choc è stata inviata circa due settimane fa da una ditta di Lumezzane, la Chino Color, all'indirizzo di un'azienda fornitrice, la Dtm-Determichina di Torbole Casaglia. Un caso di discriminazione riportato dal Giornale di Brescia che ha ricostruito la vicenda a partire dalla comunicazione dello scorso 21 giugno.La società proseguiva poi affermando: "Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell’Est, gli altri non saranno fatti entrare".

Il fornitore: Scegliamo solo in base alla professionalità

L'ultimatum di stampo razzista non è piaciuto per niente a Matteo Zanotti, amministratore delegato di Dtm-Deterchimica, azienda che fornisce prodotti e servizi di pulizia. Meglio perdere un cliente che accettare queste condizioni, il ragionamento del manager. La Dtm ha quindi risposto spiegando che non intende scegliere i propri lavoratori in base al colore della pelle, ma solo per la loro professionalità: "In risposta alla segnalazione sulla nazionalità dei nostri operatori, Dtm garantisce la corretta assunzione dei propri collaboratori e sulla loro regolarità di soggiorno nel nostro Paese. Per tutti, italiani o stranieri, Dtm richiede che essi applichino nel proprio lavoro professionalità, correttezza, tempestività e cortesia. Per questo prendiamo in considerazione unicamente la segnalazione rispetto al difetto di tali ultime caratteristiche in capo ai nostri consegnatari e collaboratori".

Nessun commento dall'azienda di Lumezzane

Un collaboratore della Chino Color si è giustificato spiegando che si trattava solo di "uno sfogo". Raggiunta telefonicamente da Fanpage.it, una portavoce dell'azienda non ha smentito l'invio della email, ma non ha voluto rilasciare commenti: "Mi hanno detto di riferire che non abbiamo nulla da aggiungere, né in positivo né in negativo". "I nostri addetti stranieri sono bravissimi, grandi lavoratori, veloci, affidabili. Mai avuto una lamentela", è la replica del fornitore, che avverte: se alla base della mail ci sono pregiudizi razziali o finalità politiche non ne vuole sapere proprio nulla.

"Si tratta di un comportamento di gravità inaudita. Oggi nelle società si lavora per valorizzare la diversità dei dipendenti, è incredibile che ci sia ancora chi dice o scrive cose che sarebbero inaccettabili in qualsiasi Paese civile. Non può passare l'idea che ognuno nella sua azienda fa quello che vuole. Esistono delle leggi che proibiscono la discriminazione razziale e devono essere rispettate", commenta Cathy La Torre, avvocato dello studio legale WildSide, che ha denunciato l’episodio all’Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni.