Lo chef bresciano Vittorio Fusari è morto all'età di 66 anni, stroncato da un grave malore. Il cuoco, nome molto noto nel mondo della ristorazione, si trovava già da alcune settimane all'ospedale Mellino Mellini di Chiari, in cura dopo un principio di infarto e si stava riprendendo, quando le sue condizioni di salute sono precipitate di colpo. Lascia la moglie Anna Patrizia Ucci e un figlio di 15 anni. "Sarai con me sempre dovunque io sarò. Sei stato più che un amore un compagno un amico sei stata l'altra parte di me. La migliore", sono le parole con cui la compagna lo ha salutato.

La notizia del suo decesso era stata diffusa nel pomeriggio del 1 gennaio, poi smentita. Era ricoverato nel reparto di rianimazione in condizioni gravissime. In serata il decesso e la conferma della tragica notizia con il messaggio di addio comparso sul suo profilo Facebook: "Non vi ho lasciati, avete in eredità le mie ricette che raccontano le mie idee. Copiatele e fatele vivere costruendo attraverso il cibo un mondo migliore". "Ciao Vittorio, sei nei nostri cuori. Il nostro grande Maestro, ci mancherai tanto", lo ha salutato il ristorante bergamasco Balzer, dove Fusari lavorava dopo l'esperienza al milanese Pont de Ferr. La sua passione per la Franciacorta lo aveva portato a dar vita all’osteria Il Volto, al ristorante Le Maschere e alla Dispensa Pani & Vini. Aveva partecipato alla nascita Slow Food, associazione per cui lavora la moglie Anna Patrizia Ucci, e preso parte a molti progetti per la valorizzazione e il sostentamento dei produttori locali.

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