L'indagine era partita nel novembre del 2018 dopo che un uomo di 48 anni era stato ritrovato senza vita nel suo appartamento di Braone, ucciso da una overdose di eroina. Così in quella che è stata nominata operazione "Lucignolo", i carabinieri sono riusciti a ricostruire l'intera rete di spacciatori e fornitori che portava la droga in Valcamonica: il gruppo criminale formato da 23 persone smerciava cocaina, eroina, hashish e marijuana in tutta la zona del Bresciano. 

Due le persone morte per overdose di eroina nel Bresciano

Questa mattina all'alba è scattato il blitz dei carabinieri della Compagnia di Breno e gli arresti e le perquisizioni in bassa bresciana e Valcamonica: i militari hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di 23 persone, di cui 20 italiane e 30 straniere per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. A coordinare le indagini la procura della Repubblica di Brescia e i pm Donato Greco ed Erika Battaglia: dopo la morte del 48enne a Braone, i militari erano riusciti a risalire al fornitore che aveva venduto all'uomo la dose letale. Il pusher di 45 anni di Ceto è poi emerso dalle indagini che non ha causato solo il decesso del 48enne ma anche di quello di un 52enne di Ono San Pietro.

Nella vasta rete di fornitori e spacciatori 23 persone

E proprio a partire dai pusher che rifornivano la droga nella zona sono riusciti a risalire ai fornitori sia italiani che stranieri: in totale sono otto le persone indagate finite in carcere, dodici quelle poste agli arresti domiciliari mentre tre persone hanno ricevuto l'obbligo di dimora nel comune di residenza.