Roberto Bianchi
in foto: Roberto Bianchi

Ci sarebbe stato un violento litigio prima dell'aggressione alla madre e del successivo suicidio del 44enne di Casalpusterlengo, Roberto Bianchi. Sono diverse le testimonianze che confermano quanto ricostruito finora dagli inquirenti che stanno indagando senza sosta sulla tragedia consumatasi a Borghetto Lodigiano, alla frazione Casoni, nel pomeriggio di martedì 26 maggio: ad allertare i soccorsi sono stati infatti alcuni vicini che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine quando hanno udito delle urla provenire dall'appartamento. Purtroppo però per l'uomo non c'era ormai più nulla da fare e non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso. La madre invece è ancora ricoverata in gravi condizioni al Policlinico San Matteo.

Faceva il pizzaiolo a Codogno Roberto, era residente a Casalpusterlengo ma da qualche settimana si era trasferito a casa della madre, Gaetana Carlomagno. Da tutti era descritto come un uomo gentile e disponibile, eppure martedì ha impugnato un coltello e dopo aver colpito la madre alla gola lo ha diretto verso se stesso e si è sgozzato. "Una conoscente, che vive nella casa accanto, è andata sul posto: ho sentito che diceva ‘Roberto, vai via’. Poi ho udito un paio di grida d'aiuto – la testimonianza di un vicino raccolta dai colleghi de IlGiorno – un muratore che stava effettuando lavori nel cortile è accorso in casa, poi è uscito e, vedendomi in giardino, mi ha detto di chiamare il 118. È accaduto tutto in un attimo".

Prima i sanitari hanno sedato la conoscente visibilmente agitata e poi sono entrati nell'appartamento dove hanno trovato Roberto Bianchi senza vita e la madre in condizioni critiche: la donna è stata trasportata in elisoccorso all'ospedale San Matteo. Poco dopo è giunto sul posto anche Massimiliano Bianchi, 40 anni, fratello della vittima che si è precipitato in ospedale per assistere l'anziana madre. Al momento i motivi del gesto dell'uomo restano inspiegabili. "Sono sbalordita da quello che è successo – il commento della sindaca di Borghetto, Giovanna Gargioni – da qualche anno non vedevo i ragazzi, trasferitisi altrove, ma come farmacista conoscevo bene soprattutto mamma e papà, per anni sono stata punto di riferimento di papà Giovanni per le sue cure. Non avrei mai pensato potesse verificarsi una situazione di questo genere. Era una famiglia molto conosciuta a Borghetto: per tutta la comunità è stato un colpo molto forte".