Bimba di due anni e mezzo ingerisce droga e finisce in coma a Pavia: tolta ai genitori

Una bambina di due anni e mezzo è stata ricoverata in coma al Policlinico San Matteo di Pavia dopo aver ingerito della droga. L'episodio risale a prima di Natale ed è stato riportato dal quotidiano locale "La Provincia Pavese". La bambina vive nel Milanese assieme al papà e alla mamma, il primo un venditore ambulante di 30 anni e la seconda di qualche anno più giovane. Lo scorso 22 dicembre la piccola è svenuta: i genitori hanno chiamato i soccorsi e la bimba è stata trasportata d'urgenza prima all'Humanitas di Rozzano e poi nella struttura di cura pavese. Dagli esami effettuati dai medici è risultato che la bimba aveva assunto droga: nel sangue e nelle urine sono state ritrovate tracce di hashish, marijuana e cocaina. La bambina per fortuna dopo gli opportuni trattamenti si è ripresa, anche se è ancora in ospedale per i postumi dell'intossicazione dalle sostanze stupefacenti.
Tolta la potestà ai genitori
La vicenda nel frattempo è stata però segnalata all'autorità giudiziaria: il tribunale dei minori di Milano ha aperto un'inchiesta sull'accaduto e ha tolto d'urgenza la potestà ai genitori, affidando la bimba al reparto di Pediatria del San Matteo in attesa di nuove indicazioni. La piccola si trova al momento assieme alla mamma nel reparto pediatrico dell'ospedale: il legale dei genitori chiederà che la bimba sia affidata ad alcuni zii che abitano a Brescia.
Diversi i precedenti nel Milanese
Non mancano purtroppo i precedenti di bambini piccoli rimasti intossicati da sostanze stupefacenti. Il più recente risale ad agosto e riguarda un bimbo di appena un anno e mezzo, nel cui sangue vennero trovate tracce di cocaina e alcol, probabilmente assunti tramite il latte materno. Ma molti altri episodi si registrarono alla fine dello scorso anno tra Milano e l'hinterland, dove diversi bambini finirono in ospedale con i sintomi di intossicazione da droghe, nella maggior parte droghe "leggere" come la marijuana. I tanti casi spinsero il procuratore capo del tribunale per i minorenni di Milano, Ciro Cascone, a lanciare un monito: "Le droghe definite ‘leggere', e non si sa fino a che punto lo siano, appaiono ormai sdoganate in molti ambienti, anche se per legge non sono legali. E questo si traduce di fatto, purtroppo, in una maggiore esposizione dei bambini a sostanze che possono avere effetti anche gravi o gravissimi sulla salute".