Ha trovato il figlio di 16 anni che giocava a videopoker in una sala slot e, dopo avergli fatto una lavata di capo, ha denunciato la sala slot, che si è vista comminare una sanzione di oltre 6mila euro per aver permesso a un minorenne di giocare. Protagonista della vicenda è una donna di Albino, in provincia di Bergamo, che ha deciso di intervenire con energia per evitare al ragazzo il rischio di una pericolosissima dipendenza.

Albino, trova il figlio 16enne ai videopoker e denuncia la sala slot

L'episodio risale a circa un mese fa, ma è stato segnalato su Facebook nella giornata di ieri, mercoledì 30 ottobre, dall'assessore al Commercio ,Davide Zanga. "Oggi è stata comminata una sanzione di 6.667 euro dai Monopoli di Stato ad un'attività che esercita il gioco con vincite in denaro presente in Albino perché permetteva ad un minorenne di giocare con le videopoker – ha scritto l'amministratore -. Bene ha fatto la mamma del ragazzino a chiedere l'intervento della polizia locale che grazie all'indagine condotta ha sanzionato il gestore per un fatto moralmente discutibile".

Ludopatia, minorenni sempre più a rischio

Il fenomeno della ludopatia anche tra i giovanissimi è sempre più preoccupante. Negli ultimi anni l'aumento dell'offerta di gioco online, delle lotterie e delle slot machine nei locali ha prodotto un inquietante aumento del numero dei ragazzi che giocano d'azzardo. Stando ai dati pubblicati nel 2018, circa il 33 per cento dei minorenni usa regolarmente ‘gratta e vinci' o scommette, 7 ragazzi su 10 vivono o conoscono direttamente un adulto che gioca. Dai 34,7 miliardi spesi dagli italiani nel 2006 per il gioco in dieci anni si è passati a sfiorare i 100 miliardi di euro, senza contare il gioco illecito che ovviamente sfugge ai calcoli dei monopoli di stato. Numeri allarmanti che richiamano legislatori ed educatori a una maggiore attenzione. In questo senso quello della mamma di Albino è un esempio positivo che dovrebbe essere seguito anche da altri genitori.