Sono accusati di estorsione, rapina, sequestro di persona, lesione e minacce i due fratelli di origini calabresi e l'imprenditore di Ponteranica arrestati dalla guardia di finanza di Bergamo in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale della città lombarda. Secondo quanto emerso dalle indagini iniziate lo scorso ottobre dopo un'aggressione, i tre, tutti pregiudicati, sarebbero "collegati con ambienti criminali particolarmente pericolosi", così come si legge nell'ordinanza del giudice.

I tre vicini ad ambienti ‘ndranghetisti

L'indagine, denominata "Pay to live" e condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo, è riuscita a far luce sui legami tra l'imprenditore 56enne bergamasco con interessi nella vendita e noleggio di autoveicoli e i due fratelli, persone vicine ad ambienti ‘ndranghetisti (con diverse denunce e precedenti anche per 416 bis, associazione di tipo mafioso) di cui l'imprenditore si era avvalso per recuperare propri crediti: tutto è iniziato lo scorso 6 ottobre quando, nel pieno centro di Bergamo, i due fratelli calabresi hanno aggredito, picchiato, rapinato di un telefonino, minacciato e poi rapito, un pregiudicato bergamasco in affari con un sessantatreenne residente a Dalmine, anch’egli gravato da diversi reati tributari e riciclaggio, che aveva contratto un debito nei confronti del mandante dei due aggressori.

L'indagine nata da un'aggressione

Sempre sotto la minaccia di un coltello e delle continue percosse, i malviventi si sono fatti accompagnare dalla vittima presso l’abitazione del debitore per incassare il credito, pari ad oltre 12 mila euro. L’uomo, nel tentativo di sfuggire ai suoi aggressori, li ha condotti con un espediente presso una sala scommesse nel quartiere Colognola di Bergamo, dove sapeva essere attivo un sistema di videoriprese. Il continuo pestaggio ha generato la reazione dei presenti all’interno del locale pubblico e solo la richiesta dell’intervento delle Forze dell’ordine da parte degli astanti ha indotto gli assalitori alla fuga. A questo punto sono iniziate le indagini dei militari che, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno ricostruito la dinamica degli avvenimenti, giungendo in breve tempo all’identificazione degli aggressori e del mandante dell’estorsione e del pestaggio.