"Regione Lombardia intende esercitare il diritto di prelazione e realizzare un percorso di valorizzazione del complesso connesso alla Chiesa dei Frati di Bergamo, affinché possa continuare a essere un centro di culto e, insieme, un polo di aggregazione culturale per la città". La giunta del governatore lombardo Attilio Fontana ha approvato una delibera con cui, come già annunciato,  ricompra la chiesa che era stata alienata dall'Asst Papa Giovanni XXIII e assegnata, attraverso un bando, per 450mila euro all‘Associazione Musulmani, che aveva espresso la volontà di farne una moschea.

Il progetto della Regione: una consulta sul dialogo interreligioso

La giunta regionale ha confermato con una nota la volontà di riappropriarsi dell'immobile. Il progetto che Regione intende realizzare si articola in due parti: una è dedicata alla "valorizzazione del luogo di culto e alla creazione della sede di una consulta/osservatorio sul dialogo interreligioso, nello stesso tempo aperto al dialogo con le identità del territorio"; l'altra intende "portare avanti un progetto culturale pilota per esaltare l'ingente patrimonio artistico di proprietà degli enti ospedalieri lombardi, a partire proprio dalla realtà storico-culturale dell'ospedale Papa Giovanni XXIII". Un'azione che – come prevede la delibera – si basa sugli "asset che, nei secoli, hanno delineato il profilo storico e identitario della struttura e dei soggetti protagonisti della vita sociale e culturale di questo complesso".

Le polemiche dopo l'assegnazione all'Associazione Musulmani

L'ex cappella nel giugno del 2015 era stata concessa per tre anni alla comunità ortodossa, che aveva continuato a usarla come luogo di culto. Nel settembre 2018 la struttura è stata poi inserita tra i beni in vendita da Palazzo Lombardia. All'apertura della buste la proposta dell'Associazione Musulmani era risultata la migliore. L'iter si era concluso quindi con l'assegnazione alla comunità musulmana dell'ex chiesa e con la promessa, da parte del governatore Fontana, di esercitare il diritto di prelazione per riacquistarla.