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Covid 19
9 Luglio 2020
21:49

Bergamo, direttore terapia intensiva Papa Giovanni: “Minuto di silenzio per chi non ce l’ha fatta”

“È un grande risultato che però non ci deve solo far festeggiare”. Così il direttore della terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Luca Lorini dopo aver dichiarato covid free l’intero reparto. Il dottore ha spiegato di aver chiesto al suo team di osservare “un minuto di silenzio per ricordare i pazienti che non ce l’hanno fatta”, prima di concedersi un lungo applauso, “perché ce lo siamo meritato”, ha detto.
A cura di Filippo M. Capra
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Il team di medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Il team di medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
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Ieri, mercoledì 8 luglio, l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha dichiarato covid free la sua terapia intensiva. Dopo 137 giorni di dura battaglia, il nosocomio bergamasco ha sconfitto il contagio da Coronavirus. "Era l'obiettivo che avevamo fin dalla partenza di questa terribile gara in salita – dichiara il direttore del reparto di terapia intensiva Luca Lorini -. Lo abbiamo sognato e abbiamo lavorato per tanto tempo per raggiungerlo", ha spiegato, sostenendo che ora si può dire che "ce l'abbiamo fatta".

Il dottor Lorini: Ho chiesto al mio team un minuto di silenzio per chi non ce l'ha fatta

Il dottor Lorini ha poi continuato dicendo che "è un grande risultato che però non ci deve solo far festeggiare". Questo per rispetto ai tanti, troppi, che non sono riusciti a vincere l'infezione, morendo: "Ieri ho chiesto al mio team di fare un minuto silenzio per ricordare i pazienti che non ce l'hanno fatta e quanto difficile è stato questo periodo. Poi ci siamo fatti un grande applauso perché ce lo siamo meritati". Il direttore della terapia intensiva del Papa Giovanni XXIII ha spiegato che "nonostante tutte le polemiche che continuano a essere fatte attorno alla gestione di questo tsunami, con le poche informazioni che avevamo difficilmente si poteva fare molto meglio". Il dottore ripercorre quella che è stata considerata la prima fase dell'emergenza, durante la quale "il numero di morti e feriti sembrava incredibile e ci ha fatto dubitare delle nostre capacità". Inevitabile, poi, porgere uno sguardo al futuro, per cui "dico a tutti che, se ci siamo mostrati bravi con le poche informazioni e il poco materiale che avevamo, la prossima volta non dobbiamo essere impreparati". Lorini avvisa tutti: "Dobbiamo preparare un futuro che nessuno scienziato può prevedere, ma noi dobbiamo essere pronti per un altro ritorno del Covid".

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